Boom di poveri ma gli italiani lavorano più dei tedeschi

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Secondo la Confcommercio oltre il 6% della popolazione italiana è in condizione di assoluta povertà, infatti nel 2013 si stanno superando i 3,5 milioni di poveri certificati ufficialmente dall’Istat.

Il nuovo indicatore macroeconomico mensile di disagio sociale messo a punto dall’ufficio studi dell’associazione dei commercianti, prevede anche una punta massima di 4,2 milioni di poveri totali.

Queste statistiche sono date dall’indicizzazione di alcuni fattori molto cruenti che stanno influenzando la povertà, quali la disoccupazione, la cassa integrazione, il ritardato pensionamento e l’aumento del prezzo dei beni di consumo.

Secondo dati Istat dal 2006 ad oggi, viste le componenti del mercato del lavoro, i poveri sono aumentati di oltre 1,2 milioni in 5 anni e purtroppo si prevede che questo grave disagio sociale sia destinato a crescere.

Nonostante questi dati la Confcommercio afferma che i lavoratori italiani lavorano più di quelli tedeschi. Si pensi che nel 2011 gli italiani hanno lavorato complessivamente 1.774 ore, oltre il 26% in più dei tedeschi, e il 20% in più dei francesi. Ma  quello che penalizza il mercato italiano è la produttività oraria, che in Italia tra il 2007 e il 2011 è cresciuta solo del 4%, contro il 20% della Germania.

C’è da dire anche che la Germania non è la leader di questo primato, infatti la Francia in fatto di produttività oraria è cresciuta anche di più e la Spagna ha raggiunto un considerevole 11%.

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Sempre secondo il rapporto della Confcommercio in Italia il lavoratore autonomo lavora quasi il 50% in più del lavoratore dipendente medio, ovvero 2.338 ore contro 1.604, per intenderci, tre mesi in più inclusi i fine settimana.