I concorsi pubblici: chimere irraggiungibili?

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Vincere uno dei numerosi concorsi proposti dagli enti locali e non essere mai assunti? E’ un problema che interessa oltre 100 mila persone in Italia. Il perché delle attese infinite? Spesso l’istituto preferisce, immediatamente dopo la conclusione del concorso, rivolgersi a precari o ha trovato più convenienti le consulenze esterne e alla grande legge del risparmio non si comanda. Concorsi come illusioni? Si, se si pensa che l’ultima finanziaria ha bloccato le assunzioni fino al 2013 eppure i concorsi continuano ad essere organizzati, ed in grandi quantità con un notevole spreco di speranze e denaro; non crederete che organizzarne uno costi solo fatica vero?

Per chi ha la pazienza di attendere anni è probabile che un posticino si trovi, se nel frattempo non si è rimboccato le maniche e ha cercato dell’altro, perché anche i disoccupati devono pur mangiare e scoprire che il giro d’affari che si nasconde dietro il mondo dei concorsi è di 3 miliardi di euro all’anno fa accapponare la pelle. Ovviamente i costi sono tutti a carico delle amministrazioni che devono pagare esterni per la pubblicità, la messa in opera e la correzione dei compiti.

Facendo i conti dell’anno in corso si può stimare che nel 2010 siano stati circa 7 mila i concorsi svoltisi, che molto probabilmente infrangeranno infinite speranze, almeno secondo quanto riferito dal ministro Brunetta che conta gli esuberi per il comparto pubblico in 300 mila e minaccia blocchi nelle assunzioni.

Il numero dei partecipanti in attesa di assunzione? Secondo la Funzione pubblica Cgil si aggirano intorno a 100 mila, dati che si riferiscono dal 2000 ad oggi.

I concorsi vengono banditi da enti inesistenti, enti in esubero, enti in crisi, enti che minacciano di chiudere. Viene da pensare che con l’organizzazione di questi concorsi specchietto qualcuno ci guadagni, ma chi? Certamente i componenti di commissione che a concorso in media possono ricevere un compenso che varia da 123 a 309 euro con bonus aggiuntivi in base al numero di compiti esaminati. In alcuni casi si arriva al raggiungimento di compensi che superano i 7 mila euro a commissario che solo di rado vengono limitati.

Poi c’è il giro d’affari delle società che organizzano concorsi pubblici e che forniscono le commissioni esterne: si è stato stimato si aggiri intorno ai 3 miliardi di euro. Soldi totalmente sprecati, a carico delle amministrazioni che in esubero non possono più garantire assunzioni… e noi paghiamo!

Fonte: Repubblica