Come diventare ingegnere edile: chi è, cosa fa e quanto guadagna

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Fonte: Pixabay

La figura dell’ingegnere edile è sempre molto ambita e stimolante. Come la stragrande maggioranza dei profili ingegneristici, anche quello edile è molto richiesto sul mercato italiano, e per tale motivo chi ottiene la laurea in questo settore non fatica molto a trovare occupazione.

Eppure, nonostante i numerosissimi giovani interessati ad intraprendere la carriera, pochi conoscono effettivamente le mansioni dell’ingegnere edile, quanto guadagna e, soprattutto, come diventarlo. In questo articolo cercheremo dunque di rispondere alle domande più frequenti in merito, andando ad analizzare il percorso da seguire per raggiungere il proprio obiettivo.

Cosa fa un ingegnere edile

Innanzitutto, prima di andare a vedere come diventarlo, andiamo ad analizzare cosa fa un ingegnere edile, elencando i suoi compiti e le sue responsabilità.

L’ingegnere edile è un professionista che si occupa della progettazione, direzione lavori, produzione cantieristica, collaudo, manutenzione degli edifici ad uso civile e non. Spesso tale ruolo viene confuso con l’architetto, eppure occorre fare una distinzione.

Le differenze non sono moltissime, tanto è vero che esistono anche classi di laurea in ingegneria edile-architettura. In linea generale si può affermare però che l’ingegnere edile si incentra di più sul piano “tecnico”, mentre l’architetto invece punta maggiormente su quello “estetico”.

Tra tutti i compiti dell’ingegnere, eccone i principali:

  • progettazione di costruzioni edilizie;
  • valutazione preventiva della realizzazione del progetto;
  • supervisione dei lavori in cantiere;
  • collaudo;
  • progettazione di interventi a scopo di riqualificazione;
  • progettazione edifici con disegno tecnico, cartaceo o con CAD;
  • contatti con aziende di appalto e/o subappalto;
  • rendere il proprio lavoro a norma di sicurezza e di legge.

Come diventare ingegnere edile

Per diventare ingegnere edile fondamentale risulta la formazione universitaria. Questa, a seconda delle scelte personali, può essere sia triennale che magistrale. Non mancano inoltre, in alcuni atenei, percorsi quinquennali a ciclo unico.

Questi corsi di studi presentano sempre un ottimo mix di teoria e pratica, in cui non mancano esercitazioni in laboratorio. Data la grandissima affluenza in questi percorsi universitari, per accedere al corso di laurea in ingegneria civile c’è bisogno di superare un test d’ingresso, trattandosi quindi di facoltà a numero chiuso.

Solitamente comunque la laurea triennale è sufficiente per catapultarsi nel mondo del lavoro. Spesso però, soprattutto in base alle proprie ambizioni, gli studenti decidono di aggiungere alla propria formazione universitaria anche la laurea magistrale in ingegneria edile.

In media, il laureato in ingegneria edile termina gli studi specialistici a 26,5 anni. Conseguita la laurea si può poi optare per un master o per un dottorato di ricerca, in caso contrario si può tranquillamente optare per immergersi nel mondo del lavoro.

Sbocchi Professionali

Come quasi tutte le classi di ingegneria, anche gli ingegneri edili non faticano molto a trovare lavoro. In media, un laureato in questo ambito trova occupazione entro i primi 4 mesi dalla laurea. Tra gli sbocchi professionali più comuni vi sono i lavori in:

  • aziende legate al settore edile;
  • imprese di costruzione;
  • uffici tecnici urbanistici della pubblica amministrazione;
  • compagnie di ingegneria e progettazione edile.

Guadagni

Ed eccoci giunti alla fatidica domanda: quanto guadagna un ingegnere edile? Ovviamente non è facile rispondere nello specifico, è però possibile fare una stima. In media in Italia questa figura professionale guadagna uno stipendio netto mensile di 1.850€, per un totale di circa 35.000€ lordi all’anno.

La forbice tra la retribuzione minima e quella massima in questo settore è però molto larga: si può andare infatti da un salario minimo di 22.000€ all’anno, fino ad arrivare alla cifra di ben 84.000€ nello stesso arco temporale.