Quanto guadagna un correttore di bozze freelance

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Il grande sviluppo dell’editoria on line sta facendo lievitare la richiesta di scrittori e di tutte le altre figure che ruotano attorno al mondo della scrittura. Tra queste spicca anche il correttore di bozze. Nel linguaggio web si può chiamare anche copy editor o solo editor e si tratta di un profilo molto ricercato alle aziende.

Il correttore di bozze si occupa di revisionare testi scritti da altri, eliminando errori di battitura, di ortografia, di grammatica o di sintassi. Questa figura è ormai indispensabile per rendere pubblicabili tantissimi testi che, venendo scritti in tempi brevissimi, da scrittori anche bravi, possono contenere degli errori di battitura per via della velocità con cui vengono redatti.

Il correttore di bozze si occupa proprio di eliminare questi errori di battitura, mentre se deve rivedere anche la sintassi del testo o addirittura riscriverlo, si occuperà anche di una fase che si chiama editing.

Come tutti i settori professionali, anche nel mondo dell’editoria si assiste a una deregulation sempre più sfrenata in fatto di assunzioni e contratti di lavoro e i  i correttori di bozze, per restare sul mercato o addirittura per riuscire ad accedervi, sono costretti a proporsi come freelance.

Lavorare come correttori di bozze freelance non è difficile perché una buona fetta di offerte di lavoro si riferisce proprio a posizioni esterne ed autonome, cioè freelance, appunto. Il compenso da richiedere alla casa editrice o alla web agency per il servizio di correzione dei testi,  si aggira intorno ad un euro a cartella.

Una cartella corrisponde a  circa 1800 parole. Per guadagnare almeno 40 euro al giorno bisognerà puntare su testi molto lunghi oppure su un minimo di 40 cartelle giornaliere.  Inizialmente non sarà facile racimolare tanti clienti e quindi converrà lavorare con le ritenute di acconto per aprire la posizione Iva solo quando l’attività sarà diventata continuativa e remunerativa.