Lavoro: quanto guadagna un precario?

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Il mondo del lavoro è sempre più popolato da precari, liberi professionisti a spasso e finte partite Iva, ma come vivono in termini di guadagno questi lavoratori senza posto fisso? Vivono molto male e guadagnano davvero poco.

Le donne, poi, anche se  laureate e super specializzate non riescono a racimolare più di 500 euro al mese, ma non va meglio nemmeno per gli uomini che o decidono di cambiare definitivamente vita facendo gli operai con il livello più basso o i 1000 euro al mese diventano solo al mese, ma per poco.

Il fenomeno è largamente diffuso e dipende dalle tipologie contrattuali flessibili applicate a molti lavoratori, che si trovano a spaziare tra contratti di collaborazione a progetto, prestazioni occasionali e partite Iva da usare solo quando un cliente si degna di commissionare un lavoro.

Ma il fenomeno diventa ancora più grave se la partita Iva resta la sola condizione essenziale per poter svolgere un lavoro parasubordinato con un datore di lavoro che pretende le prestazioni di un dipendente, ma senza gli oneri che lo stesso comporta. E così a fronte di un compenso di 900, 1000 euro al mese, il precario con la Partita Iva, tra tasse e contributi, non porta a casa più di quello che dicevamo all’inizio del nostro post.

La condizione lavorativa di precariato selvaggio colpisce maggiormente chi  svolge prestazioni libero professionali, come i neo avvocati, ma non va meglio per gli altri titolari della partita Iva come consulenti in vari ambiti, giornalisti e altri. Come uscire da quest’incubo? Anzitutto verificando che la prestazione a progetto o a partita Iva non nasconda un lavoro subordinato, perché se così è bisogna agire legalmente.

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