Come diventare HR manager: cosa fa, requisiti e stipendio

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Fonte: Pixabay

L’HR manager è una figura importantissima e dilagante nel mondo del lavoro. Secondo numerosi studi, essa è da classificare tra le più richieste degli ultimi anni, con un trend che non si appresta a terminare nel medio-breve periodo.

Come conseguenza naturale, sempre più giovani si interessano ad intraprendere questa professione. Il percorso non è semplice ma di certo è appagante: ecco come diventare HR manager, cosa fa questo specialista, quali sono i requisiti e quanto guadagna in media.

HR manager: cosa fa

Ma innanzitutto, cosa fa un HR manager? Come la sigla HR suggerisce (Human Resources), questo professionista si occupa delle risorse umane. Si tratta di un compito dirigenziale molto delicato, che riguarda un’ampia gamma di aspetti.

In generale si può affermare che l’HR manager deve gestire le assunzioni, i reclutamenti, la formazione, la retribuzione, i premi, lo sviluppo e tutto ciò che riguarda le risorse umane che compongono la realtà in cui esso opera.

In linea generale possono così essere delineati alcuni compiti tra quelli più importanti di questo professionista:

  • supporto e consulenza al team di gestione Risorse Umane;
  • sviluppo e revisione delle descrizioni dei lavori;
  • determinazione del salario per i dipendenti;
  • gestioni di rinnovi e scadenze contrattuali;
  • supervisione e gestione delle lamentele;
  • supervisione del processo di assunzione;
  • svolgimento di colloqui con i candidati;
  • supervisionare il processo di ricerca e selezione;
  • consulenza ai dipendenti.

Come diventare HR manager

Una volta identificati i compiti, possiamo passare ad analizzare come diventare un HR manager. A tale proposito, il requisito numero uno da possedere assolutamente è una laurea triennale. Il settore in cui conseguire il titolo universitario è molto vario: le scelte più comuni sono le triennali in gestione delle risorse umane e/o business administration.

Ovviamente anche i titoli affini ai campi precedentemente elencati vanno molto bene, purché la preparazione sia solida e focalizzata sul medesimo obiettivo. Spesso comunque il mercato del lavoro predilige i possessori della laurea specialistica, di cui quindi si consiglia vivamente il conseguimento.

Rimanendo nell’ambito formativo, caldamente raccomandato è lo studio e la familiarizzazione con i software per la gestione delle risorse umane. Soft skills molto apprezzabili sono le capacità nei rapporti interpersonali, quelle organizzative, il decision-making ed una buona leadership.

Ultimata la propria formazione, casomai aggiungendo al proprio percorso formativo anche un tirocinio, si è così finalmente pronti per buttarsi nel mondo del lavoro. Difficile ovviamente che la prima esperienza possa essere già da HR management: ruoli per profili junior sono invece quelli di HR assistant o HR specialist.

Guadagni

Ed eccoci giunti alla fatidica domanda: quanto guadagna in media un HR manager? Gli stipendi per questo ruolo, soprattutto nell’apice della propria carriera, sono molto lauti. In media, questo professionista guadagna in Italia circa 60.000 euro all’anno.

Per quanto riguarda la retribuzione minima siamo intorno ai 43.000 euro all’anno. Con il lavoro e l’esperienza, l’HR manager più bravo arriva anche a guadagnare 85.000 euro annui. Si tratta di stipendi dunque molto sostanziosi e che fanno gola a tanti. Il percorso per arrivare all’apice di questa carriera non è facile ma sicuramente molto gratificante.