La crisi economica finirà nel 2076, ecco perché

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Riccardo Sanna dell’Ufficio economico della Cgil ha pubblicato uno studio alquanto allarmante dal titolo ‘La ripresa dell’anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l’occupazione‘.

Secondo Sanna se, come previsto dai maggiori istituti statistici, nel 2014 ci fosse la ripresa dell’economia, ci vorrebbero 13 anni per riavere il pil che l’Italia veva nel 2007, ci vorrebbero 63 anni per avere un tasso di occupazione ai livelli passati e mai si riuscirebbe a recuperare un livello di salario reale.

Ecco la simulazione della previsione di Sanna, prima di tutto i dati di base da cui partire:

  • Dal 2008 il Pil perde mediamente 1,1 punti percentuali ogni anno
  • I posti di lavoro sono diminuiti di oltre 1,5 milioni rispetto al 2007
  • I salari lordi perdono lo 0,1% ogni anno e quelli netti lo 0,4%
  • La produttivita’ e’ mediamente negativa del -0,2%
  • Gli investimenti diminuiscono di 3,6 punti l’anno.

Ora da questi dati, proiettando la ripresa che l’Istat dice avverrà entro il 2014, che dovrebbe essere pari ad un +0,7%, si arriva a questi risultati:

  • I 112 miliardi di Pil verrebbero recuperati nel 2026 (Pil del 2014 di 1.380 miliardi e Pil del 2007 di 1.492 miliardi).
  • Invece il livello di occupazione del 2007, 23.531.949 unita’ di lavoro standard contro le 25.026.400 del 2014, lo si avrà solo nel 2076.
  • Mentre il livello di produttivita’ verrebbe recuperato nel 2017  e il livello degli investimenti nel 2024.

Riguardo a queste previsioni il presidente del Senato, Pietro Grasso punta il dito contro la corruzione e l’evasione fiscale che fanno perdere all’Unione Europea ogni anno mille miliardi di euro. Che sommati a reati come la contraffazione e la violazione dei marchi, vanno a danneggiare gravemente le imprese.

La corruzione quindi rimane per Grasso uno dei punti caldi su cui agire:

I suoi costi in termini economici e di fiducia dei cittadini sono incalcolabili. Non a caso, la lotta alla corruzione e’ ormai una priorità anche nelle agende politiche internazionali. La corruzione, secondo il codice penale, e’ un reato contro al pubblica amministrazione, ma che in realtà colpisce l’intero tessuto economico e sociale del nostro paese. Danneggia le imprese, i cittadini onesti e capaci, favorisce la concentrazione della ricchezza in capo a coloro che accettano e beneficiano del mercato corruttivo, a scapito di coloro che invece, si rifiutano di accettarne le condizioni. Distorce la concorrenza e impone alle azienda costi aggiuntivi non sostenibili nel medio periodo, se non con altre condotte illecite“.

Grasso conclude il discorso ai giovani di Italia Camp spronandoli a pensare e a pensare alle riforme come arma prioritaria per risollevare l’economia: “un uomo senza idee e senza ideali rimane spinto da meri impulsi e non riesce ne’ a comprendere la storia ne’ a contribuire a scriverla. La storia è certamente importante, ma ci vogliono le riforme, questo tema dobbiamo porcelo come prioritario“.

[Fonte Affaritaliani.it]