Versamento contributi: tutto quello che devi sapere

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Il versamento dei contributi è un tema sempre attuale. Gli esperti suggeriscono di indirizzare al più presto i giovani verso la conoscenza di tutto ciò che riguarda il versamento dei contributi. Infatti, in materia, vige ancora molta disinformazione e, quindi, quando un giovane inizia a lavorare non è in grado di leggere ed interpretare nella maniera più corretta la propria busta paga. Seppure l’argomento sembra riguardare esclusivamente gli adulti, non è così; prima si comprende l’importanza che il possesso di contributi può avere in futuro e più la persona sarà motivata a lavorare secondo un contratto regolare. Fortunatamente, oggi, esistono una serie di servizi online che si sono specializzati sull’argomento e che offrono ai cittadini italiani una serie di suggerimenti e di mezzi utili a risolvere determinate problematiche, pensiamo, ad esempio, al rimborso della pensione, una pratica complessa se portata avanti senza una guida esperta.

Di seguito una mini guida su tutto quello che devi sapere sul versamento di contributi.

Cosa sono

Con il concetto di versamento di contributi si fa riferimento alla somma di denaro che periodicamente viene versata durante l’attività lavorativa e che funge da copertura per i periodi di malattia, di maternità e al fine di garantirsi la pensione (che potrà essere percepita raggiunta una determinata soglia anagrafica o, in specifici casi, laddove si raggiungano, indipendentemente dall’età, certi requisiti. I contributi versati ai fini pensionistici ci definiscono contributi previdenziali). Se chi lavora versa i contributi in base al periodo lavorativo, chi ha partita IVA lo fa sulla base del reddito effettivo. Da tenere bene a mente che il versamento non è facoltativo. La legge italiana, infatti, obbliga chiunque inizi un lavoro, autonomo o dipendente che sia, a versarli a un ente previdenziale.

Tipologie

Abbiamo accennato nel paragrafo precedente a cosa servono i contributi versati. Per avere una prima infarinatura sul tema è bene sapere che i contributi di cui si è detto si possono distinguere in due macro categorie: i contributi previdenziali e i contributi assistenziali. Si è già detto che i primi hanno il compito di garantire al lavoratore la prestazione pensionistica e devono obbligatoriamente essere versati dal datore di lavoro. Per quanto riguarda, invece, i contributi assistenziali non sono altro che i versamenti fatti all’Inps o all’Inail per ottenere una copertura in caso di infortuni, malattie e invalidità.

Per i lavoratori dipendenti

Quando si parla di versamento di contributi deve essere fatta una distinzione fra i lavoratori dipendenti e i lavoratori autonomi. Nel caso di lavoratori dipendenti è il datore di lavoro, in questo caso denominato “sostituito di imposta”, a procedere con il versamento all’Inps delle somme dovute per ogni singolo lavoratore. I contributi devono essere versati sia per i lavoratori che hanno un contratto full time che part-time. I contributi applicabili non sono gli stessi per tutti indistintamente, ma variano in base alla tipologia di lavoro e al settore di riferimento. Di seguito un elenco di contributi la cui lettura può essere particolarmente utile a chi non ha maturato esperienza in materia: per la disoccupazione; per il TRF; per la cassa integrazione guadagni ordinaria e per quella straordinaria; per la maternità; per l’assegno per il nucleo familiare, ecc.

Per i lavoratori autonomi

I lavoratori autonomi in possesso di partita IVA, data l’assenza di un sostituto di imposta, sono tenuti a prestare attenzione alle scadenze e a versare in prima persona i contributi previdenziali, in base al lavoro svolto. I lavoratori autonomi versano i contributi basandosi sul tipo di partita Iva e sull’iscrizione alle gestioni speciali INPS o a particolari casse previdenziali. Solitamente, salvo eccezioni, è questo il calendario delle scadenze: 16 febbraio, 16 maggio, 16 agosto e 16 novembre.