Uscire dall’Euro: pro e contro

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Da quando i Paesi dell’eurozona sono stati coinvolti nella spaventosa crisi finanziaria che tutti ormai conosciamo, è iniziato il cosiddetto “Toto Euro”, ovvero le scommesse dei vari Stati sulla possibile uscita dall’Euro di alcuni di loro.

Chi sarà il primo a fare il grande passo? La Grecia, la Spagna o l’Italia? In realtà , l’uscita dall’Euro non è né prevedibile e nemmeno auspicabile perché gli effetti negativi della moneta nazionale sarebbero ancora più terribili di quelli dell’Euro.

Immaginiamo, anche solo per un secondo, che l’Italia dica “ good bye” all’Euro, tornando alla vecchia e cara Lira.

La conversione alla moneta nazionale determinerebbe un aumento dei prezzi al doppio di quelli in vigore prima dell’arrivo dell’Euro, un aumento spropositato del debito pubblico e il rialzo dei tassi di interesse sul debito stesso e sui prestiti bancari.

Magari i dipendenti tornerebbero a guadagnare due milioni al mese, ma per comprare casa dovrebbero accendere mutui carissimi e indebitarsi per cifre vicine al mezzo milione di euro, alias al miliardo di lire.

Come si può notare, il ritorno alla Lira non bloccherebbe il progressivo impoverimento e la perdita del potere d’acquisto dei cittadini, mentre getterebbe l’intero Stato in un rischio di default ancora più alto di quello in corso.

L’Euro è, dunque, ormai, una scelta obbligata? Forse, ma certamente non può trasformarsi in una “prigione” a vita. In tal senso sarebbe caldeggiabile l’idea dell’ex premier Berlusconi di far stampare l’Euro dalla Zecca dello Stato.

Probabilmente tanti accuseranno il Cavaliere di averne detta una delle sue, ma a prescindere dal personaggio, vogliamo anche solo considerare il concetto espresso in questa proposta: la BCE ha controllato fino ad ora la situazione economica dei Paesi dell’Euro, dimenticando che applicare un’economia unica in Paesi con strutture politiche diverse, porta solo al caos e alla crisi.

Attribuire l’emissione dell’Euro alle banche dei singoli Stati potrebbe evitare lo “strangolamento” dei vincoli di bilancio e il varo di  nuove  tasse che vengono imposte ai cittadini per ripianare i debiti delle casse  statali.

Possibile che nessuno si renda conto che stampare moneta è sempre meglio che tassare i cittadini già stremati dalla crisi e dagli errori della moneta unica?

Fonte immagine: intermarketandmore.finanza.com

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