Sostegno del lavoro: Come si comporta la Banca

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ministero_economiaNel mondo del lavoro, a tutti i livelli, la crescita aziendale deriva da diversi fattori; uno dei fattori più rilevanti è la partnership economica con una banca o altro istituto di credito riconosciuto, che permette all’entità lavorativa di sviluppare ed assestare diversi fattori che si susseguiranno dalla nascita e per tutto il proseguio lavorativo, tra tutti questi, segnaliamo i 3 principali:

1) finanziamenti per la creazione / nascita dell’impresa;

2) finanziamenti  e sostegno per un progetto dell’azienda;

3) credito in caso di temporanea / continua difficoltà;

Tra i 3 punti elencati, il punto num.3 è sicuramente quello che agli imprenditori e professionisti stà più a “cuore”.

Non di meno i fatti che si sono susseguiti durante i mesi del 2009,  poi sfociati  in quello che l’opinione pubblica conosce con il triste  appellativo di  CRISI, sono un esempio pratico e concreto che gli aghi economici della bilancia possono sempre variare, non garantendo assolutamente la stabilità.

Pertanto per chi fà impresa,  per chi muove dei capitali in investimenti che dovrebbero fare da pilastro alle proprie attività, arriva il momento in cui ci può essere bisogno di uno scudo o di un sostegno economico.

Appare chiaro che le banche non debbono farsi carico degli oneri sostentativi solo nei periodi che coinvolgono criticamente le diverse aree operative del lavoro, e per di più a livello transnazionale, ma debbono rappresentare quotidianamente “la spalla” il nocciolo duro dell’avanzamento aziendale temporale.

Insomma una banca, un istituto di credito, dovrebbe rappresentare un angelo custode, la riserva di benzina del motore finanziario temporanemente fermo.

Ma allora, facciamo un quadro, designamo la situazione operativa bancaria nel nostro paese.

Dunque, le banche nel nostro paese vengono viste non proprio come i benefattori delle imprese ( sopratutto le piccole-medie imprese ed i singoli lamentano questa cosa), in quanto hanno, nonostante le promesse pubblicitarie e commerciali, il solo scopo di accaparrarsi il denaro del “contribuente” tralasciando i bisogni che quest’ultimo in futuro potrebbe avere bisogno.

Questi “vezzeggiativi” di solito se lo accaparrano i gruppi bancari più grossi, che hanno il dito puntato contro per non appoggiare o snobbare una realtà finanziaria piccola, dedicandosi solo alle aziende di maggiore rilievo.

Secondo un sondaggio invece, per le realtà economiche piccole di tutti i tipi, maggiore sostegno e amichevole comprensione verrebbe dalle BCC o Banche di Credito Cooperativo, realtà finanziarie operanti a livello locale che si comportano bene nel caso un correntista aziendale dovesse avere problemi di scoperto di credito, fatti purtroppo piuttosto possibili ove c’è stato un calo lavorativo e di incassi a causa dei fattori elencati prima.

Quindi in definitiva generale possiamo dire che la situazione Italiana è varia e frastagliata, e varia anche geograficamente!

Infatti è proprio dove le aziende avrebbero bisogno di più sostegno, là le banche sono meno consone all’erogazione dei fondi!

Stiamo parlando del Sud Italia, nel territorio compreso tra la Campania e la Calabria, che si registrano burocrazie lunghe e non sempre dovute allo status aziendale…., paura ad erogare soldi che potrebbero finire in mani sbagliate, scarsa diffusione e crescita aziendale che non garantisce un giro economico rilevante.

Proprio per questo motivo, il Ministro Tremonti ha lanciato il progetto Banca del Sud che come dichiarato in un’intervista avrà questo compito : “avrà l’obiettivo di aumentare la disponibilità del credito destinato al Mezzogiorno. È anche prevista l’emissione di bond per canalizzare il risparmio a sostegno di progetti imprenditoriali e a incrementare l’occupazione al Sud. L’idea di fondo  é che il Sud é l’unica regione in Europa che non ha una banca propria regionale e questa é un’evidente differenza tra il Sud e il resto d’Europa”.

Insomma un chiaro e forte impegno per aumentare la capacità imprendo-lavorativa in questo poco fertile territorio, staremo a a vedere!

Altra notizia importante viene dal Direttore Generale dell’Abi – Giovanni Sabatini:“Capisco l’impazienza delle imprese di vedere finalmente attenuate le norme procicliche dell’attuale Basilea2 ma, considerando i tempi non necessariamente brevi della riforma generale del quadro regolatorio internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche, ci sono altre e più ravvicinate strade da esplorare per rafforzare il nostro sistema bancario senza penalizzare il credito alle imprese ed è giusto esplorarle”

Sembrerebbe che qualcosa stia per cambiare, che finalmente le banche stiano per creare quell’habitat amichevole che permetta a chiunque abbia un’idea o un progetto imprenditoriale, di realizzarla senza timori.

Ce lo auguriamo caldamente!

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