Sciopero Tir Sicilia: conseguenze economiche

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Sta creando enormi disagi lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia. Da lunedì, infatti, i punti nevralgici dell’Isola, come strade, porti e aeroporti, sono bloccati dai mezzi degli autotrasportatori, degli agricoltori e dei pescatori riuniti nel movimenti “Forza d’Urto” e “Movimento dei Forconi”.

I disagi si avvertono in ogni provincia siciliana, con chiusura di strade e punti di comunicazione nevralgica a Palermo ed Agrigento. Ma anche nelle altre province le cose non vanno meglio. Lo sciopero nasce per protestare contro l’aumento del prezzo della benzina e degli altri carburanti.

Le manifestazioni proseguiranno fino a venerdì e si incroceranno con lo sciopero nazionale di lunedì prossimo. Le proteste per ora hanno avuto l’esito di mettere in ginocchio l’economia della Sicilia: i distributori di benzina sono vuoti e anche i supermarket si stanno svuotando. I consumatori hanno già fatto incetta di derrate alimentari di prima necessità, lasciando vuoti gli scaffali dei negozi.

Forti timori per quello che sta accadendo sono stati espressi dalle associazioni di categoria tra cui Confcommercio Sicilia. “Bloccare le attività produttive dell’intera Sicilia è un atto ignobile, che procura un danno enorme all’intera economia e che causa disagi ai consumatori” ha affermato Pietro Agen, presidente di Confcommercio Sicilia.

L’economia siciliana è ormai alla paralisi e nei prossimi giorni si prevedono anche chiusure di aziende impossibilitate a proseguire la loro produzione per carenza di forniture. Tonnellate di verdura stanno marcendo nei camion e mancano anche latte e acqua.

Alcuni fronti politici condividono le motivazioni della protesta e segnalano che per la prima volta la Sicilia alza la testa per riaffermare i propri diritti. Altre associazioni di categoria temono, invece, che lo sciopero possa essere strumentalizzato anche dalla criminalità organizzata.

Fonte immagine: mondoliberonline.it