Sardegna: turismo hi-tech grazie alla Zona Franca

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Entro il termine perentorio del 24 giugno 2013, la Regione Autonoma della Sardegna ha stabilito l’attivazione di un regime doganale di zona franca esteso a tutto il territorio regionale. Il rischio di tecno-turismo è altissimo. Infatti con la riuscita di questo progetto,  la Sardegna diventerà una regione non solo appetibile per il normale turismo ma anche per il turismo tecnologico. Ci sanno le dogane, ma chi resisterà alla tentazione di tornare da una vacanza con un souvenir hi-tech?

Da quanto si continua ad apprendere, tutti i prodotti costeranno meno grazie all’eliminazione dell’Iva e la Sardegna diventerà regione NO TAX. Manca solo la ratifica ufficiale, per tagliare del tutto i prezzi e le accise sul carburante. Il comune di Portoscuso, diventato zona franca da qualche mese fa, sta già testando il prezzo del gasolio a 0,830 euro al litro e la benzina a 0,871 al litro.

Con l’istituzione della Zona Franca o Tax Free come la si voglia chiamare, tutti i prodotti tecnologici in Sardegna costeranno molto meno di quanto si pagheranno sul territorio italiano continentale, a cui viene applicata l’iva al 21%.

La prossima stagione estiva 2013, si riuscirà a fare una bellissima vacanza in Sardegna e a portare a casa anche qualche fotocamere nuova o i-Phone fiscalmente scontato?

Secondo quanto dichiarato dal presidente Cappellacci, “L’istituzione della zona franca consentirebbe di compensare lo svantaggio relativo alla natura insulare e ultra-periferica della Sardegna, di limitare il fenomeno dello spopolamento dell’isola e di mantenere la pace sociale”. Va comunque precisato che l’assenza di tassazione in una intera regione italiana, potrebbe portare ad una crescita di contrabbando tecnologico anche nonostante i controlli doganali.