Riscossione crediti imprese verso la PA

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Forse perché è passato davvero troppo tempo o, forse, per allentare il rischio di ulteriori tensioni sociali, il Governo si è deciso a varare i decreti che consentono alle imprese di riscuotere i crediti vantati presso la Pubblica Amministrazione. Si tratta di quattro decreti che impegnano una spesa di circa venti, trenta miliardi di euro.

Uno dei decreti riguarda la certificazione dei crediti vantati dalle imprese verso lo Stato, il secondo è relativo alla certificazione dei crediti vantati presso le amministrazioni locali, il terzo, la compensazione dei crediti delle imprese con i debiti fiscali e il quarto, il Fondo di garanzia per ottenere dalle banche degli anticipi sui crediti certificati.

Le iniziative servono certamente a dare speranza alle migliaia di imprenditori che d parecchi mesi, ma anche da qualche anno, attendono di riscuotere i compensi per il lavoro svolto. Lavorare per la PA non è mai stato facile per le imprese italiane, visto che i tempi di riscossione dei crediti in molti casi superano anche i 12 mesi, se non pure i due anni.

Non vogliamo essere pessimisti, ma per quanto riguarda i decreti di riscossione dei crediti, ci lasciano molto perplessi quelli sulla certificazione. Saranno, infatti, le imprese a dover chiedere la certificazione dei crediti vantati presso la PA. Quest’ultima dovrà poi verificare e dichiarare l’esigibilità o l’inesigibilità degli stessi, cioè in pratica una specie di “ti pago se ho i soldi, altrimenti dichiaro il contrario”.

E’ probabile che la lunga querelle dei crediti non riscossi venga risolta tramite il meccanismo della compensazione dei debiti delle imprese con il Fisco. Insomma, per il prossimo futuro immaginiamo una fine tipica dei film di Totò, in cui l’attore usava tutti gli stratagemmi possibili per non pagare i suoi debiti verso Peppino che, poveretto, stordito dalle argomentazioni dell’amico, finiva per pagare somme a titolo di ipotetiche e amichevoli compensazioni.

Ma nelle tasche degli imprenditori entreranno davvero le somme vantate da anni e comprensive di interessi e mora, oppure ci si dovrà “accontentare” di anticipazioni bancarie, certificazioni e compensazioni?

Nel frattempo le imprese hanno dovuto pagare tasse su tasse e interessi e more e sanzioni per quelle che non riuscivano a pagare a causa dei mancati introiti. Fino ad oggi, insomma, si è assistito al solito tormentone di “ e io pago!”, da parte delle imprese. Speriamo che venga presto e una volta per tutte, anche la stagione di “ e io incasso…!”, non tanto perché lo si pretende, ma perché quando si lavora, anche per la PA, è un diritto essere pagati in tempi certi e brevi.

Fonte immagine: nuovacanaria.com

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