Riforma del Lavoro, licenziamenti anche per motivi economici e non solo

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Siete pronti alla rivoluzione nel mondo del lavoro? A quanto pare il Governo ha intenzione di accelerare il passo ed entro fine mese, con o senza sindacati, potrebbero arrivare i primi decreti facenti parte della nuova riforma del lavoro targata Monti-Fornero. Il Governo tecnico chiamato a risistemare il Paese ha ora un unico obiettivo: riformare il mondo del lavoro partendo dalla modifica dell’articolo 18, passando dal reintegro del posto per i licenziamenti discriminatori,e finendo con l’introduzione di nuovi contratti, un nuovo apprendistato e nuove regole per il licenziamento che potrà avvenire anche per ragioni economiche.

 Questi ultimi potranno avvenire in caso di crisi e solo per una ragione oggettiva. In questo caso i lavoratori avranno solo un indennizzo da 15 a 27 mensilità mentre la riforma introdurrà anche una tassa sul licenziamento pari a un mese e mezzo di retribuzione.

In materia di contratti, le novità riguarderanno un rafforzamento dell’apprendistato per l’ingresso nel mercato del lavoro mentre per i contratti a termine è previsto un contributo aggiuntivo dell’1,4% da versare per finanziare il sussidio di disoccupazione. Il contratto di apprendistato diventa quello di ingresso ma le aziende non potranno più fare stage gratuiti per i giovani al termine di un ciclo formativo.

Il nuovo sistema di ammortizzatori, invece, andrà a regime nel 2017.