Redditi dei ministri online: considerazioni

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La scorsa settimana ha suscitato molto scalpore la pubblicazione dei redditi dei ministri sul sito del Governo. Naturalmente il portale è andato in tilt perché era grande la curiosità di coloro che desideravano conoscere i redditi e i patrimoni degli attuali governanti.

L’iniziativa, a detta degli interessati, rientra nel rispetto del principio di trasparenza, ma i dati patrimoniali pubblicati nel sito non rivelano più di quello che già sapevamo: i nostri ministri sono benestanti e al povero cittadino disperato per aver perso il lavoro non è rimasto altro che rodersi il fegato nel sapere che un terreno, una casa per villeggiatura e degli immobili residenziali da usare e da affittare, ormai se li possono permettere solo i ricchi ( politici, ministri, banchieri e simili).

Certo fa piacere essere venuti a conoscenza del fatto che per evitare i conflitti di interesse i nostri ministri si siano dimessi da altre cariche. Ma questo non è un merito, è un dovere! In Italia, ormai, il livello di corruzione è talmente elevato che quando qualcuno si comporta secondo le leggi, deve essere considerato per forza come un paladino della trasparenza e dell’onestà.

Personalmente un solo dato ci ha colpito: quello del ministro della Giustizia Severino. La ministra ha dichiarato un reddito di 7 milioni di euro pagando tasse per quattro milioni, quindi rimanendo con un netto di “appena” tre milioni di euro.

La proporzione si sposta, dunque, a favore dello Stato, ma quando ti rimangono in tasca tre milioni di euro, il problema non si pone, il dramma sorge quando la stessa proporzione viene applicata per il piccolo imprenditore o lavoratore autonomo che guadagna 15, 20 mila euro lordi all’anno e ne deve pagare 10 mila allo Stato.

Questa proporzione, o meglio, sproporzione, induce all’evasione. Combattere l’evasione fiscale è legittimo, ma se l’imposizione fiscale tenesse conto anche dei poveri e li esonerasse dal pagamento di molte tasse ( vedi contributi Inps da pagare anche se l’impresa va male) non si sarebbe arrivati a questi livelli di evasione.

Fonte immagine: liberoquotidiano.it