Occupazione femminile, bene in Emilia Romagna ma gli stipendi?

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donne imprenditriciL’ Emilia Romagna ha raggiunto, con due anni di anticipo, l’ obiettivo fissato da Lisbona per il 2010 riguardo all’ occupazione femminile.

Più in particolare l’ Emilia Romagna ha raggiunto l’ obiettivo del 60% delle donne al lavoro ma il problema ora restano i guadagni. Nonostante le donne siano più scolarizzate dei loro colleghi uomini, restano comunque fanalino di coda se non per il lavoro almeno per la busta paga.

Maurizia Martinelli della segreteria Cisl della regione, ha spiegato: “In una regione con un tasso di occupazione femminile relativamente alto emergono esigenze sempre più complesse nella conciliazione fra vita e lavoro con conseguenti necessita di servizi per l’infanzia, ma anche part-time, flessibilità organizzative sul lavoro e via dicendo”.
Nonostante la scolarizzazione sia superiore di 14 punti rispetto a quella degli uomini, le donne restano “relegate” a mansioni di poco spicco e ad una busta di paga di oltre il 30% in meno rispetto agli uomini e non solo in Emilia Romagna.

Laura Gamberini, responsabile coordinamente delle donne della Cisl della Regione, spiega:  “tanto e’ stato fatto ma molto si puo’ ancora fare. Anche partendo dal nostro interno, con la costituzione di un osservatorio nazionale sulle pari opportunita’ e con l’adozione di un codice etico, ma anche con la contrattazione per asili interaziendali e per la formazione”.