Neet e mestieri a rischio di estinzione

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Nella stessa giornata nella quale viene reso noto il dato sui nuovi Neet italiani da Bankitalia, viene anche pubblicata la lista di quei lavori che sono a rischio di estinzione, e non tanto per il fatto che la loro funzione sociale si sia esaurita, quanto piuttosto perché non si trovano giovani disposti a svolgere la professione.

Identikit del Neet

Si tratta di un giovane, la cui età oscilla fra i 15 ed i 29 anni, che non solo non studia, ma nemmeno lavora. Il termine lo abbiamo mutuato, come spesso accade, dall’inglese che descriverebbe questi ragazzi come “not in education, employment, training”.

Nel nostro paese i neet sono il 23,4% della popolazione, insomma un ragazzo su quattro, e se allarghiamo la fascia di età, la percentuale aumenta drasticamente. Negli ultimi tempi l’aumento dei neet si è verificato in maniera drastica in tutto il settentrione, mentre il meridione è rimasto a quel livello già drastico, che conosceva ben prima della crisi. E la crisi, pare, non è l’unica motivazione che possa spiegare questi dati.

Sarti, falegnami, elettricisti: pericolo estinzione

Strano, per lo meno se si pensa che oggi è stata pubblicata su Repubblica la tabella di quei mestieri manuali che sono a rischio di estinzione. Eppure l’imprenditoria italiana pare avere ancora bisogno di queste figure, basti pensare che da oggi al 2021 si stima mancheranno alle aziende 385 mila  figure.

Il problema è che i giovani, almeno a detta di Bortolussi, dovrebbero riscoprire e rivalutare il piacere dei mestieri manuali e la vocazione per l’artigianato.

La ricerca della Cgia di Mestre segnala come mestieri a rischio il sarto, il tappezziere, il falegname e il riparatore di orologi e ricamatori. A rischio anche gli allevatori di bovini, ovini, equini e caprini, nonché gli avicoltori e agricoltori. Questi ultimi se pure non rischiano la totale estinzione, nei prossimi dieci anni, si stima, conosceranno una diminuzione notevole di forza lavoro.

E la lista naturalmente non si ferma qui e sembra volerci dire che trascorrere le proprie giornate in ufficio è bello, ma lavorare è meglio, e a quanto pare di lavori, a ben cercare, se ne potrebbero trovare.

Photo Credit: Giancarlo Malandra