Maxi Data Center a Colleferro: fino a 700 addetti nei cantieri e 220 assunzioni dirette a regime

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Fonte: rawpixel.com

Un nuovo grande polo tecnologico potrebbe cambiare nei prossimi anni il profilo industriale di Colleferro, in provincia di Roma, portando con sé centinaia di opportunità di lavoro tra costruzione, impiantistica, informatica, ingegneria e gestione delle infrastrutture.

Il progetto riguarda la realizzazione di un Data Center di nuova generazione promosso da Cobra Green Hyperscale, società acquisita dal gruppo Tendercapital. L’11 agosto 2026 il Consiglio comunale di Colleferro ha compiuto un nuovo importante passaggio amministrativo, prendendo atto dell’esito della Conferenza di Servizi relativa alla variante urbanistica necessaria per realizzare l’infrastruttura in Via Casilina, km 52,200. Il progetto non può però ancora essere considerato definitivamente autorizzato, in quanto sono in corso ulteriori procedimenti e adempimenti presso gli enti competenti.

Le stime occupazionali diffuse in relazione all’intervento parlano di circa 700 persone contemporaneamente impegnate durante la fase di costruzione, mentre una volta entrato a regime il Data Center dovrebbe generare circa 220 occupati diretti, ai quali potrebbero aggiungersi altrettanti lavoratori nell’indotto.

Se l’iter procederà secondo il cronoprogramma prospettato, i primi cantieri potrebbero partire nel 2027. Le vere campagne di recruiting, tuttavia, non sono ancora state aperte.

IL MAXI DATA CENTER DI COLLEFERRO

Il progetto prende il nome di Data Center Cobra Green Hyperscale e interessa il settore orientale del territorio comunale di Colleferro, in prossimità dei confini con Paliano e Segni.
La documentazione ufficiale della Regione Lazio descrive un nuovo complesso tecnologico destinato a ospitare un Data Center avanzato, progettato per garantire continuità dei servizi digitali e dotato di infrastrutture energetiche, sistemi per la gestione delle acque e impianti collegati alla produzione da fonti rinnovabili.

Il punto è significativo perché permette di distinguere alcuni numeri circolati nelle ricostruzioni giornalistiche. Nella documentazione regionale relativa alla variante urbanistica viene indicata un’area di circa 117.000 metri quadrati, oggi classificata prevalentemente come agricola e destinata, con la variante, a trasformarsi in una zona produttiva specificamente dedicata al Data Center.
Le cifre più ampie, come i 76 ettari complessivi riportati in diverse cronache recenti, sembrano invece riferirsi al più vasto compendio territoriale collegato al progetto e alle infrastrutture connesse: non vanno quindi confuse con i circa 117 mila metri quadrati oggetto della variante urbanistica esaminata dalla Regione.

UN POLO PENSATO PER INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CLOUD

La nuova infrastruttura viene presentata come un campus destinato soprattutto ai carichi di calcolo ad alta intensità, compresi quelli legati all’Intelligenza Artificiale, al cloud computing e ai grandi operatori hyperscale.
È proprio questa caratteristica a spiegare le dimensioni energetiche e impiantistiche del progetto: un Data Center dedicato all’AI richiede quantità di energia e capacità di raffreddamento nettamente superiori rispetto a un normale edificio adibito a server.

Secondo le informazioni pubblicate dopo il passaggio in Consiglio comunale, il campus è stato progettato per raggiungere una disponibilità elettrica nell’ordine dei 150 MW, con una componente significativa di produzione e approvvigionamento da fonti rinnovabili. Le ricostruzioni del progetto indicano inoltre circa 34 MW di fotovoltaico associati all’intervento.

La documentazione ufficiale conferma comunque che l’impianto comprenderà sistemi autonomi di produzione energetica rinnovabile e una propria rete infrastrutturale elettrica.

DOVE SORGERÀ

La posizione rappresenta uno dei punti di forza industriali dell’intervento.
Il Data Center è previsto nell’area orientale di Colleferro, vicino alla Via Casilina, con collegamenti relativamente prossimi all’autostrada A1 e alla linea ferroviaria Roma-Cassino. La relazione regionale sottolinea espressamente la collocazione strategica rispetto alle principali infrastrutture di trasporto.
L’area si trova inoltre a pochi chilometri dal grande polo logistico Amazon già operativo a Colleferro.
In prospettiva, quindi, il nuovo Data Center si inserirebbe in un territorio che negli ultimi anni ha accentuato la propria vocazione industriale e logistica, aggiungendovi una nuova componente legata alle infrastrutture digitali.

FINO A 700 PERSONE NELLA FASE DI CANTIERE

Dal punto di vista occupazionale bisogna distinguere nettamente due fasi.
La prima è quella della costruzione. Secondo le stime rese pubbliche sul progetto, nei momenti di maggiore attività potranno essere presenti circa 700 lavoratori contemporaneamente nei cantieri.
Non significa necessariamente 700 assunzioni dirette da parte di Cobra Green Hyperscale: una parte consistente della forza lavoro sarà verosimilmente impiegata dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici coinvolte nella realizzazione dell’opera.

Un cantiere di questa portata richiede infatti contemporaneamente opere civili, strutture, impianti elettrici e meccanici, collegamenti alla rete, sistemi di sicurezza, infrastrutture digitali e interventi energetici.
L’impatto sul mercato del lavoro potrà quindi estendersi ben oltre la società titolare del progetto.

220 ASSUNZIONI DIRETTE QUANDO IL CAMPUS SARÀ OPERATIVO

La seconda fase sarà quella della gestione ordinaria.
Le stime diffuse parlano di circa 220 posti di lavoro diretti a regime, a cui si aggiungerebbe un indotto potenzialmente di dimensioni simili. Si arriverebbe quindi a circa 440 occupati tra diretti e indiretti una volta che l’infrastruttura sarà pienamente operativa.

È una distinzione importante rispetto alle 700 persone previste in cantiere: queste ultime rappresentano soprattutto il fabbisogno della fase realizzativa, mentre le 220 assunzioni dirette sono quelle maggiormente legate al funzionamento stabile del Data Center.
Naturalmente si tratta ancora di stime progettuali e non di posti per i quali esistano già annunci di lavoro.

QUALI FIGURE POTREBBERO ESSERE ASSUNTE

Non è ancora disponibile un piano ufficiale dettagliato delle professionalità che saranno ricercate. Le caratteristiche del progetto permettono però di individuare le aree nelle quali si concentrerà presumibilmente il fabbisogno.
Tra i profili compatibili con un’infrastruttura di questo tipo potrebbero rientrare:

  • tecnici e specialisti IT e Data Center;
  • sistemisti e tecnici di rete;
  • ingegneri elettrici, elettronici, informatici, energetici e meccanici;
  • tecnici degli impianti elettrici e di continuità;
  • manutentori elettromeccanici;
  • specialisti HVAC e dei sistemi di raffreddamento;
  • tecnici per monitoraggio, controllo e automazione degli impianti;
  • personale per cybersecurity e sicurezza fisica;
  • facility manager e tecnici di manutenzione;
  • personale amministrativo, acquisti, logistica e servizi generali.

Durante la costruzione sarà invece molto più ampio il coinvolgimento delle professionalità di cantiere: operai specializzati, elettricisti, installatori, tecnici di cantiere, geometri, progettisti, ingegneri, addetti alla sicurezza e imprese impiantistiche.
Sono però, al momento, profili indicativi, e  non risultano ancora pubblicati annunci ufficiali con requisiti, numero di posti o condizioni contrattuali.

NON SOLO LAUREATI: POSSIBILITÀ ANCHE PER PROFILI TECNICI

Un investimento di queste caratteristiche potrebbe generare opportunità molto diverse per livello di formazione.
I ruoli altamente specializzati nell’IT, nell’ingegneria e nella gestione dei sistemi complessi richiederanno verosimilmente lauree tecniche o esperienza specifica.

Una parte importante delle attività operative potrà invece essere accessibile a diplomati di istituti tecnici e professionali, soprattutto negli ambiti elettrico, elettronico, elettrotecnico, meccanico, informatico e manutentivo.
Durante il cantiere potranno essere richieste anche qualifiche professionali e abilitazioni specifiche legate alle lavorazioni edili e impiantistiche.
Questo è uno dei motivi per cui l’impatto occupazionale potrebbe essere più ampio rispetto ai soli 220 dipendenti diretti della futura infrastruttura.

IL SISTEMA DI RAFFREDDAMENTO

Uno degli aspetti più delicati di un Data Center dedicato all’AI è il raffreddamento.
I server ad alte prestazioni generano una quantità enorme di calore e devono lavorare in condizioni controllate ventiquattro ore su ventiquattro.

Le informazioni pubblicate sul progetto indicano l’adozione di un sistema a circuito chiuso, associato a tecnologie Mitsubishi Electric, pensato anche per contenere il consumo di acqua rispetto ai sistemi tradizionali. È stato inoltre riferito il possibile utilizzo e recupero delle acque meteoriche.
Il tema idrico non è secondario. Nel procedimento regionale, ATO 2 ha richiamato la necessità di verificare disponibilità idrica, capacità depurativa e separazione delle acque bianche e nere, mentre la documentazione ufficiale descrive espressamente un sistema di gestione integrata delle acque.

L’ENERGIA È UNO DEI NODI CENTRALI

Per far funzionare una struttura di questa scala servirà una rete energetica estremamente robusta.
Parallelamente al Data Center è infatti in corso anche un procedimento riguardante le infrastrutture energetiche collegate a Cobra Green Hyperscale. La Città Metropolitana di Roma Capitale elenca formalmente il progetto tra le Conferenze di Servizi energetiche in corso.

Tra i documenti ufficiali compare inoltre una procedura per un impianto fotovoltaico a terra da 11,94 MW con relative opere di connessione, localizzato sempre nell’area di Colleferro e collegato al progetto Cobra Green Hyperscale.
Questa documentazione mostra anche perché sia prudente non trattare ancora l’intervento come un’opera completamente autorizzata: le infrastrutture accessorie seguono procedimenti tecnici e amministrativi specifici.

A CHE PUNTO È IL PROGETTO

L’iter ha già superato diversi passaggi significativi.
Nel marzo 2026 la Regione Lazio ha concluso la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica relativa alla variante urbanistica, stabilendone l’esclusione dalla procedura completa di VAS prevista dagli articoli 13-18 del D.Lgs. 152/2006.

Successivamente sono proseguite le Conferenze di Servizi e l’11 agosto 2026 la questione è tornata davanti al Consiglio comunale di Colleferro. L’ordine del giorno ufficiale indicava espressamente la “presa d’atto dell’esito della Conferenza di Servizi” relativa alla richiesta di variante urbanistica per il Data Center di Via Casilina km 52,200.
Questo è più preciso rispetto a parlare semplicemente di “via libera definitivo”: il progetto ha superato un passaggio locale molto importante, ma l’iter autorizzativo complessivo non è ancora concluso.

CI SONO ANCHE QUESTIONI AMBIENTALI E URBANISTICHE

Il progetto non è privo di elementi da approfondire.
La relazione istruttoria della Regione Lazio evidenzia che una parte dell’area interessata è attualmente agricola e ricade in un contesto sottoposto a tutele paesaggistiche e con elementi di sensibilità archeologica.

La Soprintendenza ha richiamato, tra l’altro, la classificazione dell’area come “Paesaggio Agrario di Rilevante Valore”, la presenza di fasce di tutela relative ai corsi d’acqua e la vicinanza di beni di interesse archeologico.
Queste osservazioni non hanno impedito alla Regione di escludere la variante dalla VAS completa, ma spiegano perché il progetto abbia richiesto un iter articolato e perché restino necessari ulteriori adempimenti e autorizzazioni.

COBRA GREEN HYPERSCALE E TENDERCAPITAL

Il progetto è promosso da Cobra Green Hyperscale S.r.l., società che compare formalmente come soggetto proponente anche negli atti della Regione Lazio.
Cobra Green Hyperscale è entrata nell’orbita di Tendercapital, gruppo internazionale attivo negli investimenti e nell’asset management. Lo stesso sito di Tendercapital documenta l’acquisizione del gruppo Cobra Green Hyperscale.
L’operazione consente quindi di leggere il progetto di Colleferro all’interno di una strategia più ampia legata allo sviluppo di infrastrutture digitali ad elevata intensità energetica.

PERCHÉ COLLEFERRO

La scelta di Colleferro non è casuale. Il territorio dispone di un’importante tradizione industriale ed è attraversato da infrastrutture strategiche, tra cui A1, ferrovia e rete viaria principale. La documentazione regionale evidenzia proprio la vicinanza del sito alla Via Casilina, all’autostrada e alla ferrovia Roma-Cassino.

A questo si aggiunge la disponibilità di aree adatte a ospitare grandi impianti e la presenza di altre attività logistiche e produttive.
Il Data Center rappresenterebbe però un salto di settore: accanto all’industria e alla logistica tradizionali arriverebbe una grande infrastruttura legata all’economia digitale, all’AI e alla gestione dei dati.

QUANDO POTREBBERO PARTIRE I CANTIERI

Al momento non esiste ancora una data definitiva di apertura.
Le indicazioni emerse dopo il passaggio comunale collocano l’obiettivo nel 2027, subordinatamente alla conclusione delle autorizzazioni ancora necessarie.
La presenza del progetto nelle procedure amministrative della Città Metropolitana conferma che, alla data attuale, alcuni iter risultano ancora formalmente in corso.

Il primo impatto occupazionale dovrebbe arrivare con i cantieri e coinvolgere soprattutto imprese edilizie, impiantistiche ed energetiche. Il reclutamento del personale destinato a lavorare stabilmente nel campus diventerà invece centrale più avanti, man mano che gli edifici e gli impianti si avvicineranno alla fase di collaudo e avvio.

FORMAZIONE E RAPPORTI CON IL TERRITORIO

Un progetto con una domanda così specifica di competenze pone inevitabilmente anche il problema della formazione.
Per un territorio come Colleferro potrebbe essere particolarmente importante creare un collegamento tra aziende, istituti tecnici, scuole professionali e percorsi universitari, in modo da preparare in anticipo una parte della manodopera richiesta.

La prospettiva è rilevante soprattutto per i giovani che frequentano indirizzi informatici, elettronici, elettrotecnici, meccanici e tecnologici: in un Data Center, infatti, il personale IT rappresenta solo una parte dell’organico. Una quota essenziale del lavoro riguarda impianti elettrici, continuità energetica, climatizzazione, manutenzione e facility management.
Le modalità concrete delle eventuali collaborazioni formative dovranno però essere confermate quando saranno formalizzati i programmi tra proponente e territorio.

COME CANDIDARSI

Attualmente non risulta aperta una campagna ufficiale di recruiting specificamente dedicata al nuovo Data Center di Colleferro.
Non sono ancora disponibili annunci con numero di posti, requisiti, contratti, stipendi o procedure di candidatura.

La realizzazione dovrà prima avanzare sul piano autorizzativo e successivamente sul fronte dei cantieri. Le selezioni arriveranno presumibilmente in momenti differenti: inizialmente attraverso le imprese chiamate a realizzare l’infrastruttura e, più avanti, direttamente o indirettamente per il personale necessario al funzionamento del campus.
Sarà quindi importante verificare le future comunicazioni di Cobra Green Hyperscale/Tendercapital, del Comune di Colleferro e delle aziende che otterranno appalti e forniture.

UN INVESTIMENTO DA SEGUIRE PER LE FUTURE ASSUNZIONI

Il Data Center di Colleferro è interessante proprio perché potrebbe generare occupazione su due livelli.
Nel breve-medio periodo, l’avvio dei cantieri potrebbe coinvolgere centinaia di addetti nell’edilizia, nell’impiantistica e nelle infrastrutture energetiche. Successivamente arriveranno i profili che dovranno garantire il funzionamento continuativo del campus: tecnici, ingegneri, specialisti IT, manutentori e personale di supporto.

Le cifre oggi diffuse, cioè 700 addetti contemporaneamente nella fase di costruzione e circa 220 occupati diretti a regime, oltre all’indotto, sono ancora stime progettuali e non posti già messi a selezione.

Il passaggio dell’11 agosto in Consiglio comunale rappresenta comunque un avanzamento concreto. Allo stesso tempo, la documentazione ufficiale dimostra che il progetto è complesso e che l’avvio effettivo dipende ancora dal completamento dei procedimenti autorizzativi.

Se il percorso arriverà a conclusione, Colleferro potrebbe ospitare una delle infrastrutture digitali più rilevanti del Centro Italia e aprire un nuovo bacino occupazionale per diplomati, tecnici specializzati, operai e laureati STEM.

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