Manovra anti-crisi, novità per dipendenti pubblici e fisco

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La nuova manovra che permetterà di mettere in sesto i conti pubblici con un anno di anticipo e che ammonta a 45 miliardi di euro riguarda i costi della politica, la previdenza, il fisco, gli investimenti finanziari e i dipendenti pubblici.
Per quanto riguarda il capitolo previdenza sociale le donne del settore privato dovranno andare in pensione a 65 anni. Il provvedimento viene anticipato dal 2020 al 2015 mentre restano inattive le ipotesi su «quota 97», ovvero la pensione di anzianità a 62 anni e 35 di contributi già nel 2012.
Ancora brutte notizie anche per il settore pubblico visto che chi lavora in un ente che non rispetta gli obiettivi di produzione potrebbe perdere la tredicesima mentre il Tfr verrà erogato solo due anni dopo dall’effettivo pensionamento.
 
Tutte le festività infrasettimanali «non concordatarie» verranno spostate a domenica per evitare i «ponti» per recuperare quasi un punto di Pil mentre nell’ ambito del Fisco arriva una stretta sui negozi che dovranno “tracciare” tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro. Le operazioni dove è prevista l’ applicazione dell’ Iva andrà comunicata all’ Agenzia delle Entrate mentre chi non emette fatture o scontrini fiscali subiranno nuove sanzioni o addirittura la sospensione delle attività.