Licenziamenti “liberi”, la Cgia prevede disoccupazione alle stelle

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Continuiamo a parlare dei cosiddetti licentiamenti liberi ipotizzati nella lettera che il premier Silvio Berlusconi ha inviato all’ UE e che evidenziano le prossime mosse del Governo contro la crisi e per la ripartenza dell’ economia.

Licenziare non solo per giusta causa ma anche per i problemi economici a cui le aziende vanno incontro. Secondo la CGIA di Mestre il tasso di disoccupazione, in Italia, sarebbe potuto salire all’ 11% se in questi anni di crisi fosse già stata disponibile questa legge. La Cgia ha fatto sapere che se la Legge fosse stata in vigore  «il tasso di disoccupazione nel Paese sarebbe potuto salire all’11,1%, anziché all’8,2% attuale, con quasi 738mila senza lavoro in più rispetto a quelli conteggiati oggi dall’Istat».
La stima è stata calcolata in base al numero dei lavoratori dipendenti che tra l’inizio di gennaio del 2009 e il luglio di quest’anno si sono trovati in Cig a zero ore e quindi che, in base a problemi economici delle aziende, sono stati costretti a ricorrere all’ ammortizzatore sociale. Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato il fatto che  si tratta di una «semplice simulazione e come tale va interpretata. Sottolineo che non tiene conto del fatto che abbiamo conteggiato solo coloro che sono ricorsi alla Cig, mentre, chiaramente, non abbiamo potuto dimensionare quanti lavoratori avrebbero potuto potenzialmente aver perso il posto di lavoro senza avvalersi di nessun ammortizzatore sociale».
Dal canto suo, il Ministro per il Lavoro, Maurizio Sacconi che ribadito che la stima «è destituita di ogni fondamento» visto che l’associazione degli artigiani di Mestre e tiene a far notare che è guidata dal «candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Veneto».

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