Libere professioni: come uscire dalla crisi

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Istituire un organismo unico di conciliazione tra professionisti, formarsi sul campo dell’attività di conciliazione per diversificare i servizi offerti e darsi delle opportunità per uscire dalla crisi. Queste alcune delle proposte emerse durante l’assemblea ordinaria degli iscritti dell’Ordine degli Ingegneri di Catania, svoltasi ieri, 26 aprile.

Durante l’incontro si sono fatti dei bilanci sullo stato della categoria che sconta i ribassi eccessivi delle gare d’appalto e le mancate iniziative delle pubbliche amministrazioni sulle linee guida per l’attuazione del Piano Casa regionale, sui protocolli per monitorare l’affidamento degli incarichi per i lavori pubblici e per mitigare i ribassi ormai insopportabili nelle gare e sulle iniziative per contribuire alla redazione dei piani regolatori generali e dei regolamenti edilizi delle città.

Nessuna vena di polemica ma solo di rammarico nelle parole del presidente dell’Ordine Carmelo Maria Grasso ( nella foto), che ha sottolineato “la sordità delle amministrazioni” nonostante il continuo impegno profuso dalla categoria, che nella provincia catanese conta 5mila professionisti.

A dimostrazione dell’interesse per le istanze del territorio, una risposta immediata alla situazione odierna del mercato professionale è stata la formazione di 30 ingegneri “conciliatori” all’indomani dell’entrata in vigore dell’obbligo della mediazione civile per  opera della Fondazione dell’Ordine presieduta da Santi Maria Cascone.

In un momento di crisi generale per la nostra categoria diversificare la nostra attività professionale è la giusta strada da intraprendere – ha concluso Grasso – a breve costituiremo un apposito gruppo di lavoro che si occupi delle iniziative in materia, mentre si discute già con altri ordini professionali di istituire un’unica camera di conciliazione”.