Le 7 scuse più assurde per non andare a lavoro

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Incredibile la ricerca che ha condotto la Benenden Healt, una sorta di società assicurativa inglese non a scopo di lucro, sulle cause maggiori di assenza dal posto di lavoro.

L’indagine condotta su 1.000 dirigenti e 1.000 dipendenti ha scoperto che alcune scuse vanno meglio di altre come ad esempio l’attacco di vomito, il virus galeotto, i dolori di pancia e cose di questo tipo, sono quelle che di solito sono più credute, ma da solo 4 datori di lavoro su dieci. Perchè ormai hanno mangiato la foglia e non credono più a tutto quello che il dipendente afferma.

Gli altri sei datori di lavoro si affidano a Facebook e Twitter per scoprire gli altarini dei dipendenti e a quanto pare fanno bene, vista le scuse assurde che riescono ad inventarsi per assentarsi dal lavoro.

La Benenden ne ha selezionate un bel po’ di scuse che vanno dalla morte del criceto al cane che ha mangiato le scarpe…

Il direttore delle risorse umane della Benenden, Gill Landon, ha dichiarato: “In un momento dove l’economia è difficile, la gestione delle assenze per malattia diventa vitale per le imprese, ma i datori di lavoro sono chiaramente sospettosi, viste anche le assurde scuse presentate per giustificare l’assenza. Questo non è aiutato dal fatto che per più di un quinto dei giorni di malattia presi, i lavoratori hanno ammesso che avrebbero potuto effettivamente lavorare. 

Alti livelli di assenza per malattia possono avere un enorme impatto negativo sulle imprese, sia dal punto di vista finanziario sia sull’effetto che ha sul personale che sopporta il carico di lavoro supplementare. Questo, naturalmente, sta portando ad essere più attenti per verificare il personale che non è veramente ammalato, utilizzando metodi come controllare i propri profili di social media per verificare se stanno mentendo e poter mettere in discussione le motivazioni della la loro assenza. 

Tuttavia, i datori di lavoro devono anche mostrare cautela, si può notare dai risultati che essere stressati o sovraccarichi di lavoro può incidere sull’aumento del numero di giorni di malattia. I datori di lavoro devono fare la loro parte, garantendo che il benessere del personale sia affrontato attraverso una politica di benessere efficace e salutare nei luoghi di lavoro.

 

L’onere dell’assenza per malattia è subito balzato agli occhi nei risultati, un’azienda su tre non ha le risorse per gestire la malattia del personale. Un quarto dei manager dicono che è un problema reale il fronteggiare l’assenza del personale sul posto di lavoro.

Ma vediamo quali sono questi motivi assurdi che hanno portato i datori di lavoro ad essere così sospettosi… e detto fra noi dopo che un dipendente ha addotto come scusa per stare a casa la morte della madre, per due volte, nello stesso luogo di lavoro…. Forse forse fanno bene a tenere gli occhi aperti 😀

Ecco le sette scuse più gettonate che, se voi foste il datore di lavoro, potreste sentirvi dire:

… ho bevuto troppo e mi sono addormentato a casa di qualcuno e non so dove mi trovo;
… sono stato morso da un insetto;
… si è rotto il freno a mano e la mia auto è rotolata giù da una collina contro un lampione;
… il mio criceto è morto;
… mi sono fatto male durante un rapporto sessuale;
… sono bloccato in casa ho la porta rotta;
… la mia nuova ragazza mi ha morso in un luogo intimo;

Ma non solo…

… stavo nuotando troppo in fretta e ho sbattuto la testa sul bordo delle piscina
… il mio pesce rosso è malato;
… ho bevuto dell’acqua ragia;
… il mio alluce è incastrato nel rubinetto;
… sono al Pronto Soccorso perchè ho una molletta da bucato conficcata nella lingua;
… i miei pantaloni si sono rotti mentre venivo al lavoro;
… ho usato un nuovo liquido per le lenti a contatto e i miei occhi stanno lacrimando;
… ho il naso chiuso;
… il parrucchiere mi ha fatto una tinta disastrosa;
… mi fa male un dito.

[Fonte Benenden Healt]