Lavoro: la situazione in Europa

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Nonostante le numerose statistiche ed i dati di analisi economica, nessuno conosce davvero esattamente la situazione del lavoro in  molti Stati europei. L’unione monetaria tanto caldeggiata dall’Ue e l’introduzione dell’euro non hanno creato le condizioni socio economiche che si sperava di ottenere.

La situazione occupazionale di moltissimi Paesi europei resta difficile. Alcuni si sono già ripresi dalla drammatica crisi finanziaria del 2008, come la Germania, ma altri sono ancora al palo, intrappolati in una profonda regressione economica e sociale da cui si dovrà uscire al più presto se non si vuole rischiare di finire come il Terzo Mondo.

Tra questi Paesi rientrano, di buon grado, Grecia, Spagna ed Italia. Tutte e tre accomunate da un enorme debito pubblico, rialzi dei prezzi, salari bassi e prospettive occupazionali pressoché nulle. Lo testimoniano le proteste degli “Indignados” iberici ed i racconti di alcune madri di famiglia greche che dopo aver perso il lavoro non riescono più a trovarne un altro, mentre in famiglia non si sa come campare visto che anche i mariti sono senza lavoro.

In Italia accade esattamente la stessa cosa: chi perde il lavoro difficilmente lo ritrova o almeno non troverà più quello che aveva prima, con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Sia che abbia 20, 30, 40 o 50 anni, lo sfortunato cittadino italiano dovrà accontentarsi di lavori occasionali, a provvigione,  di tanti “no” e porte sbattute in faccia anche quando si propone per lavori umili, spesso accettati da immigrati e non perché gli italiani non vogliano farli, ma perché  i cittadini extracomunitari accettano anche condizioni di lavoro disumane e malpagate, senza per questo volere male ai cari amici immigrati a cui auguriamo tanta fortuna.

Ma il lavoro, in questi Paesi europei così indebitati e malgovernati, non può essere ridotto alla stregua di un privilegio, dove si guadagna quando capita e se capita. Il lavoro deve essere un diritto garantito, perché dietro a ogni uomo e donna che lavora ci sono famiglie e figli che devono crescere, c’è il nostro futuro.

Chi governa dovrebbe sapere bene che senza il diritto al lavoro non ci sarà mai un futuro per nessuno. Nemmeno per quelli che oggi si credono più fortunati ed al riparo dall’immane tragedia del lavoro che non c’è.

 

Fonte immagine: rivieraoggi.it