Lavoro: l’allarme degli industriali

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Uno studio di Confindustria rivela che la crisi economica nazionale è più grave e drammatica di quanto si pensi. Dal report emergono analisi dettagliate sulla crescita del Paese che si rivela lenta, se non stagnante. Nelle previsioni dello studio si evidenzia una crescita bassa del Pil, dello 0,9% nel 2011 e dell’1,1% nel 2012.

Gli industriali avvertono che senza riforme strutturali, l’anno prossimo la crescita potrebbe subire una diminuzione dello 0,6%.  Lo studio si sofferma dettagliatamente anche sugli effetti della crisi sul mercato del lavoro.

Dal 2008 al 2011, infatti, si sarebbero persi più di 500 mila posti di lavoro, 582 mila per l’esattezza e, se  le aziende non avessero applicato la Cassa Integrazione,  la platea dei non occupati senza reddito, avrebbe superato il milione di persone. La stima degli industriali su questo fronte è molto pessimistica prevedendo un livello di disoccupazione molto alto per gli anni a venire.

Quest’anno il tasso di disoccupati toccherà l’8,4% per attestarsi sull’8,3% nel 2012. Il fattore disoccupazione inciderà anche sulla crescita dei consumi che sarà lenta o addirittura bassa attestandosi sullo 0,8% per l’anno in corso ed all’1% nel 2012.

L’effetto della mancanza del lavoro sui consumi procurerà ulteriore crisi e disoccupazione perché, se i clienti non comprano, le aziende chiuderanno ed a loro volta saranno costrette a licenziare. Occorre intervenire subito prima di ritrovarsi a gestire un disastro economico e sociale irreversibile.

Fonte immagine: Ansa