Lavoro in Italia: perché non si riesce a trovarlo?

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Esistono persone che sembrano perseguitate dalla sfortuna: non riescono mai a trovare un lavoro. Questa realtà, purtroppo, oggi, è sempre più frequente e riguarda sia i giovani che i soggetti più maturi. Tutti, padri e figli, forse per colpa della crisi, sembrano accomunati dallo stesso triste destino: non riuscire mai a trovare un lavoro dignitoso.

Il fenomeno di cui stiamo parlando è piuttosto endemico in Italia, non all’estero, dove esistono da sempre opportunità e soluzioni professionali per un’ampia fetta di cercatori di lavoro. Quando una persona, in Italia, non riesce mai a trovare un lavoro, non è per pigrizia o per cattiva volontà, ma per fattori contingenti che spesso dipendono da meccanismi totalmente esterni alle libere scelte dell’individuo.

Probabilmente la persona avrà sbagliato qualcosa nel suo percorso di formazione professionale, ma questa spiegazione poteva essere valida fino a ieri, cioè fino al periodo antecedente alla crisi, ma oggi, la persistente e perdurante mancanza di lavoro ha altre ragioni, forse più squallide e cattive.

Lamentano di non riuscire a trovare lavoro gli aspiranti artigiani, i fabbri, gli idraulici, i muratori, gli addetti alle pulizie, i camerieri, i cuochi, i pulitori di cessi, i liberi professionisti, i laureati, i diplomati e ci fermiamo qui perché altrimenti l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Questa chiusura del mercato del lavoro italiano è principalmente dovuta a una certa mentalità che porta gli imprenditori ad assumere personale solo per conoscenze dirette o per raccomandazioni. In molti casi, per i posti meno qualificati, si preferisce assumere gli stranieri che, secondo la cultura dominante dei datori di lavoro, sarebbero più disposti ad accettare paghe da fame.

Quindi, le ragioni che impediscono, a molte persone, di trovare un lavoro in Italia sono soltanto due: cultura delle raccomandazioni e propensione allo sfruttamento. Se poi in mezzo ci mettiamo pure la crisi, allora il cocktail diventa esplosivo, trasformandosi in una vera e propria violazione della Costituzione Italiana che all’art. 1 si fonda proprio sul diritto al lavoro, un diritto di tutti che non può e non deve trasformarsi in un privilegio per pochi!

Fonte immagine: it.123rf.com