Lavoro all’Estero, chi Assume e quando si Guadagna in Brasile

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Terra di colonizzazione a partire dal 1530, il Brasile le cui produzioni sono molto diversificate perché sostenuta anche da capitali stranieri, vede la prevalenza economica nei settori metallurgico, chimico, tessile, alimentare e dei più recenti comparti meccanico (automobili, aerospazio) ed elettronico (radiotecnica, microelettronica).

Il Brasile in questo 2014 non avrà gli occhi puntati solo da chi seguirà i mondiali di calcio, ma anche da chi è interessato a trovare lavoro in questa straordinaria terra dalle mille sfaccettature.

Come dicevamo prima le maggiori opportunità professionali, in questo Paese in via di sviluppo, si stanno aprendo in settori industriali e meccanici come quello della cantieristica navale, delle energie e soprattutto dell’estrazione petrolifera. Di conseguenza, i profili professionali ricercati sono quelli legati agli ambiti dell‘ingegneria, del project management e della tutela ambientale.

Naturalmente, vista la natura turistica dello Stato, sono numerose anche le professionalità ricercate in quest’ambito. E’ facile trovare posizioni vacanti per camerieri, baristi, cuochi, personale di sale, del ricevimento e nell’intrattenimento. In linea di massima, per essere assunti in Brasile occorre avere delle competenze o dei titoli di studio specialistici, inoltre è molto ambita la manodopera qualificata, visto il suo ritmo di crescita vertiginoso.

Si ricorda a tutte le persone che intendono andare a lavorare in Brasile, che è requisito preferenziale la conoscenza della lingua portoghese oltre che possedere un visto di permanenza, poiché lavorare col solo visto turistico è proibito dalla legge.

Il Brasile per legge, prevede dei salari minimi nazionali, al di sotto del quale un lavoratore non può essere pagato, è comunque vero che nelle grandi città brasiliane gli stipendi medi sono più elevati che nei piccoli centri, ma anche il costo della vita è superiore.