Lavorare in Svizzera: la terra promessa?

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lavorare svizzeraRaccontata come un gradevole paradiso fiscale, amata per la sua precisione, visitata da milioni di turisti ogni anno, la Svizzera è sempre apparsa agli italiani, soprattutto quelli che le vivono accanto, un parco giochi, una terra promessa. Abbondano quelli che l’Italia l’hanno abbandonata per davvero, per lo meno lavorativamente, cercando e trovando in Svizzera un impiego soddisfacente e certamente meglio retribuito.

A facilitare il passaggio sicuramente:

  • i confini condivisi fra i due paesi;
  • la possibilità di lavorare in altro stato senza doverne imparare la lingua spesso già conosciuta;
  • i salari da sempre molto alti, sicuramente più di quelli che mediamente si percepiscono nello stivale;

Statisticamente abbandonano l’Italia a favore della Svizzera ragazzi giovani, per la maggiore uomini provenienti da Varese, Lecco, Sondrio, Bolzano, lavoratori che insomma con la regione elvetica ci hanno sempre convissuto, preferendo il Canton Ticino come sede di lavoro.

A rendere ancora più semplice il lavorare in Svizzera sono stati gli accordi bilaterali tra la regione e la Comunità Europea in materia di libera circolazione delle persone, dei cittadini e delle professioni. Sostanzialmente si può accedere alla Repubblica Elvetica per motivi lavorativi senza dover affrontare tutte le problematiche relative al permesso di lavoro.

E’ previsto infatti che se la ricerca di lavoro in Svizzera dura meno di tre mesi, non sia necessario avere alcun permesso. Se invece il tempo necessario dovesse essere maggiore, si dovrà richiedere un permesso di tre mesi.

Tutti i cittadini della UE qualora decidessero di lavorare in Svizzera, sono fortemente avvantaggiati:

  • Godranno della mobilità geografica (possibilità di scegliere il cantone di lavoro e residenza);
  • Godranno della mobilità lavorativa (non vi alcun limite al cambiamento di posto o di datore di lavoro);
  • Potranno portare con se la propria famiglia;
  • I familiari godranno del diritto al lavoro;

Nei prossimi articoli approfondiremo l’argomento sugli stipendi, sui contributi, sulla polizza di disoccupazione e riconoscimento di titoli di studio e qualifiche professionali.