La disabilità è un privilegio?

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I soggetti disabili in Italia sono circa 2.700.000. Lo Stato versa una pensione di invalidità a quanti di loro non lavorino o abbiano un reddito modesto. Le aziende sono tenute ad assumere una certo numero di dipendenti disabili per favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro e vengono banditi dei concorsi pubblici riservati esclusivamente agli invalidi. Ci sono permessi speciali per la circolazione e la sosta dei veicoli con persone disabili.
Quanti non hanno pensato almeno una volta che la disabilità permette di avere dei privilegi che sono negati ai cosiddetti “normodotati”?

Prima di prendercela con questa categoria, che certamente farebbe anche a meno di questi “privilegi” pur di avere una vita più semplice libera dagli handicap, pensiamo che la legge italiana offre una particolare protezione ai soggetti più deboli; già nell’art. 3 della Costituzione si parla di un’uguaglianza formale e una sostanziale: in base all’uguaglianza formale tutti hanno pari diritti, ma si deve arrivare a un’uguaglianza sostanziale, ossia bisogna avere pari opportunità per esercitare tali diritti.  Lo Stato quindi si impegna a rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza dei cittadini e ne impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese.