La crisi economica è finita, ecco perché

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Grazie al nuovo governo e al giovane nuovo Premier si scongiurano altri flussi negativi per l’economia italiana.

Il ciclo positivo che hanno inforcato i mercati finanziari forse proseguirà e se così fosse, anche i capitali stranieri torneranno ad entrare in Italia e gli investimenti che seguiranno contribuiranno a rilanciare la nostra economia.

Certo è che il reddito non avrà un’impennata, per notare la ripresa c’è molto da fare sopratutto in quel del governo e dintorni che fino a quando non taglierà sprechi e spese, la tassazione e i mille inutili vincoli burocratici, e non farà una severa riforma a se stesso non vedremo la luce in fondo al tunnel.

Ma, a causa di alcune fortuite coincidenze potremo presto vedere un piccolo rialzo economico, in fondo siamo sul baratro e ogni piccola oscillazione positiva è comunque una conquista. Inoltre in autunno molti paesi dell’unione saranno alle prese con le elezioni e questo è importante per l’Italia perchè l’ultima cosa che vuole adesso l’Europa è vedere un’Italia in bancarotta e il sogno dell’Europa Unita andare in frantumi all’alba delle elezioni dei leader politici.
Molti movimenti in queste ore a livello azionario, le borse sembra salgano, lo spread Italia-Germania è favorevole e i mercati stranieri acquistano in Italia il tutto mentre il costo del debito pubblico scende.

Solo poche ore fa PPR (gruppo Pinault) si è aggiudicato la maggioranza delle azioni della Pomellato, mentre Briatore si vende il suo locale sulla costa Smeralda ad un gruppo di Singapore.

Questo indica la voglia dei paesi stranieri ad investire nell’Italia. Un segno di ripresa.

Secondo Affaritaliani i motivi per vedere la ripresa sono molti

– l’ottimo andamento dell’economia americana, che ha concluso il primo anno di ritorno alla crescita e un trimestre scoppiettante (più 2,5%), ma soprattutto che finalmente mostra una ripresa dei consumi (ciò che a casa nostra sarà difficile vedere presto);
– l’ennesima iniezione di liquidità delle principali Banche Centrali, Giappone in testa, che sospinge gli investimenti su azioni e obbligazioni (cui potremmo aspettarci che seguirà qualcosa di simile anche in Europa);
– un clima politico generale rasserenato a livello internazionale, in cui l’intero sistema economico occidentale potrebbe ritrovare il traino dell’economia USA e la complicità di una UE meno restrittiva (anche per il fatto che stavolta i tedeschi ne hanno bisogno), e infine un Giappone risoluto a ritrovare la propria competitività;
– la BCE che pare stia anche lavorando ad un nuovo sistema che permetta alle PMI d’Europa di trovare rivoli di nuovi finanziamenti attraverso programmi di supporto allo sviluppo che prescindono dai sistemi bancari nazionali;
– anche in Italia per qualche mese almeno il Governo e il Parlamento si concentreranno sulle manovre economiche e di Social Welfare che possano aiutarla ad uscire dalla crisi. Che queste ultime funzionino o meno, l’effetto-annuncio sarà probabilmente gradevole;
– infine una bella notizia sul fronte delle notizie “vere” : la bilancia commerciale italiana torna finalmente in equilibrio.

 

Mentre per chi cerca credito, per cho vorrebbe investire o per chi vorrebbe vedere una netta ripresa c’è ancora molto da fare e nell’immediato non ci sono segnali di miglioramento.

Quindi la disoccupazione si farà ancora sentire per un bel pezzo, la manodopera calerà ancora di prezzo e i consumi anche, niente da fare nell’immediato, bisognerà aspettare Draghi che a sentire, sta cercando di far arrivare qualche soldo alle imprese piccole e medie, prendendoli da quelli erogati per le banche, per non farle morire e mantenere ancora florida quell’Italia di imprenditori.

E’ probabile che i soldi arriveranno alle imprese attraverso l’erogazione di speciali mutui, solo veicolati dal sistema bancario ordinario ma, senza le esigenze di capitale, erogati dall’U.E. Oppure attraverso finanziamenti agevolati o Mini- e Project- Bonds, da emettere per finanziare le principali opere pubbliche infrastrutturali.

Riassumendo il nuovo governo deve tagliare le spese, limitare la Casta e favorire gli investimenti stranieri in Italia e con essi l’occupazione, i profitti, il gettito fiscale e la copertura del deficit pubblico e forse il popolo potrà vedere un lento ma sostanzioale miglioramento delle finanze.