Insegnante di Sostegno: cosa fa e come diventarlo

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Fonte: Pixabay

Il ruolo dell’Insegnante di Sostegno sta divenendo sempre più ambito e la sua importanza sta crescendo a dismisura nell’ambiente scolastico. L’apprendimento e l’inclusione di tutti gli alunni non possono infatti non passare da questo ruolo.

Al tempo stesso però molti giovani interessati e desiderosi di intraprendere questa carriera lavorativa faticano a trovare informazioni a riguardo. Ecco dunque una sorta di mini-guida su come diventare un insegnante di sostegno, con tutto ciò che c’è da sapere a riguardo.

Cosa fa l’insegnante di sostegno

A darci un quadro riassuntivo delle mansioni dell’insegnante di sostegno ci pensa lo stesso MIUR sul proprio portale ufficiale. Ecco dunque come tale figura lavorativa viene definita.

“L’insegnante per le attività di sostegno è un insegnante specializzato assegnato alla classe dell’alunno con disabilità per favorirne il processo di integrazione. Non è pertanto l’insegnante dell’alunno con disabilità, ma una risorsa professionale assegnata alla classe per rispondere alle maggiori necessità educative che la sua presenza comporta. Le modalità di impiego di questa importante (ma certamente non unica) risorsa per l’integrazione, vengono condivise tra tutti i soggetti coinvolti (scuola, servizi, famiglia) e definite nel Piano Educativo Individualizzato”.

Come diventare un insegnante di sostegno

Appurata la giusta definizione dell’insegnante di sostegno, andiamo dunque a vedere come intraprendere questa professione. Innanzitutto è da specificare che la strada per diventare un insegnante di sostegno non è affatto univoca.

Ciò che accomuna tutti i percorsi formativi però è la specializzazione per le attività di sostegno (TFA Sostegno), necessaria all’abilitazione per la posizione lavorativa. Una volta ottenuta la specializzazione, si può proseguire in 3 diversi modi:

  1. ottenere incarichi di supplenza con l’inserimento nelle graduatorie;
  2. partecipare al concorso a cattedra;
  3. inoltrare la messa a disposizione (MAD).

In genere, è quasi sempre necessario il superamento di un concorso. In alternativa alle tre strade precedentemente elencate, è possibile inoltre affiancare alla quasi totalità dei titoli di laurea un percorso da 24 CFU.

Il percorso da 24 CFU comprende esami di vari settori, quali:

  • pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • psicologia;
  • antropologia;
  • metodologie e tecnologie didattiche generali.

Tale percorso viene solitamente erogato da tutti gli atenei universitari. Gli esami previsti vengono conteggiati come esami singoli.