Informatori dell’acqua: nuove professioni

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Mai sentito parlare degli informatori d’acqua? Se la vostra risposta è negativa, beh non siete gli unici, ne tanto meno dovrete preoccuparvi di non essere al passo coi tempi. Si tratta infatti di una di quelle professioni “nuove”, che nascono in risposta a nuove esigenze della società.

Cardine della questione è stato forse l’incremento esasperante di rifiuti, o magari uno spirito ambientalistico che finalmente sta coinvolgendo un po’ tutto, è un fatto comunque che comuni italiani del nord, del centro e del sud stiano scoprendo il potere dell’acqua naturizzata e la offrano in fontanelle pubbliche fresca ed in alcuni casi anche gassata. Di cosa si tratta?

Di acqua potabile, proveniente direttamente dai rubinetti di casa, filtrata per l’eliminazione di odori cattivi o sapori poco gradevoli causati dalla potabilizzazione e dall’utilizzo del cloro.

 

Il profilo

 

Riduzione drastica dei costi e della produzione di plastica è fatto ammirevole che si accompagna alla nascita di una nuova professione appunto: l’informatore d’acqua.

Il suo scopo principale è quello di illustrare chiaramente i processi di naturizzazione, elencando anche nelle diverse casistiche, le qualità organolettiche dell’acqua.

Per quanto ad oggi alcune prestigiose aziende stiano cercando figure di questo genere, ancora il mercato è sfornito d’offerta.

 

La campagna Sidea

 

E’ per questo che Sidea ha inaugurato una campagna di recruitment per la ricerca di 100 informatori dell’acqua. Le condizioni per altro sono vantaggiose: 1000 euro di fisso al mese in aggiunta ad eventuali incentivi.

La risposta ad oggi non è stata di massa, forse per via di quella diffidenza che circonda sempre le nuove professioni. Tutta questione di tempo!

Per saperne di più visita la home page ufficiale Sidea.