Informatica, ingegneria e infermieristica: le tre I vincenti

0
532

universita

Scegliere il corso universitario è questione di gusti, è vero, ma oggi si deve fare i conti con la crisi e lo studente non dovrà, durante la scelta, prendere in considerazione esclusivamente le proprie attitudini. Si dovrà piuttosto far in modo di scegliere un’università che risponda alle proprie esigenze e che regali un titolo di studio richiesto dal mercato, sempre che, è chiaro, non si voglia rischiare di trovarsi in mano una laurea poco quotata.  L’ideale è dunque unire l’utile al dilettevole, e non dimenticando le proprie passioni cercare di sfruttarle in maniera intelligente.

Si, ma quali sono i titoli di studio che il mercato italiano richiede in questo periodo? A dircelo è stata una ricerca condotta da Unioncamere Lombardia e dalla Camera di Commercio di Milano. Il risultato dell’inchiesta “Lavoro dei laureati in tempo di crisi”, è stato in un certo senso prevedibile; il mercato cerca informatici, ingegneri e infermieri. Ecco la triade perfetta.

I tre titoli di studio potranno regalare una parvenza di stabilità occupazionale a tutti gli studenti che decideranno di seguire uno di questi percorsi formativi, almeno a detta della ricerca.

E’ risultato che a fare le spese della crisi in Italia sono in gran parte i laureati, il cui tasso di disoccupazione è incrementato notevolmente, aumentando in poco tempo di quattro gradini; da un 7%  si è passati ad un 11% . Il quadro è questo: un laureato in ingegneria, in informatica o infermieristica ha più opportunità di trovare un’occupazione stabile, e più sbocchi lavorativi, mentre a passarsela veramente male sono i laureati in giurisprudenza e veterinaria.

Unica risposta per il laureato alla disperata ricerca di un lavoro ( si calcola che solo un laureato su cinque trova lavoro dopo un anno dalla conclusione degli studi ), sono gli stage. Inoltre sembra che unica soluzione per molti laureati in discipline quali l’odontoiatria, la già nominata veterinaria e l’architettura sia quella di mettersi in proprio, risposta che in questo periodo non dà troppa stabilità, senza contare che pochi laureati riescono effettivamente ad aprire la propria attività indipendente.

Il consiglio per i giovanissimi che intendono intraprendere un percorso formativo è dunque quello di tenere in considerazione le richieste del mercato internazionale, nazionale e regionale prima di effettuare la propria scelta.

Lascia un commento