Indicizzazione contenuti web: quanto conta la qualità?

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Sul web da tempo circola un motto in inglese: “content in the king”, cioè “il contenuto è il re”. In effetti questo modo di dire sottolinea una grande verità e cioè che il web si nutre essenzialmente di contenuti e questo vale non solo per i siti informativi, ma anche per gli e-commerce, dove le pagine informative e descrittive dei prodotti, assieme alle immagini, sono fondamentali per convincere il cliente a comprare.

Anche l’arrivo di Google Panda, il nuovo algoritmo dell’omonimo motore di ricerca, è stato studiato per premiare i contenuti di qualità, ben scritti e utili agli utenti. Come vanno le cose da quando Panda è sbarcato in quasi tutto il pianeta? Per la verità non sappiamo se sia davvero sbarcato in tutto il mondo ma sappiamo che l’algoritmo è presente negli Stati Uniti e in Italia.

Per quanto riguarda il mondo anglosassone si dice che molti siti, anche autorevoli, abbiano perso posizioni a causa dei severi controlli di Google Panda, in Italia, invece, sembra che le cose siano rimaste inalterate. Sul web, infatti, ci si ritrova spesso con contenuti duplicati che vengono tranquillamente indicizzati al posto di quelli originali.

A volte i testi presentano degli errori di battitura o dei plurali al posto del singolare, ma questi errori sono facilmente perdonati anche dai visitatori e anche noi ci associamo alla comprensione dei lettori e la chiediamo a nostra volta, perché sul web lavorano tanti scrittori e web writer, come si chiamano oggi, che scrivono decine e a volte anche più di decine di articoli ogni giorno e, come tutti sappiamo, la stanchezza e la velocità sono nemiche della bella scrittura.

Certo, la cosa può valere per una email scritta in fretta e furia, mentre un post andrebbe riletto e rivisto in caso di errori di battitura o di stanchezza, ma l’editing, magari da affidare ad altri per permettere al web writer di mantenere sempre la stessa velocità, non è molto diffuso sul web italiano.

Il risultato è che tra il passato e il presente non è cambiato molto riguardo ai contenuti, specie copiati e incollati, che rimangono al loro posto in Rete, mentre andrebbero automaticamente eliminati dal web  senza necessità di denunce o segnalazioni degli autori o proprietari dei testi. Ma, vista la tendenza, sorge un dubbio: sul web è il contenuto ad essere il re oppure la quantità di contenuti ( copiati o meno) che portano pubblicità?