I vincitori di concorsi non assunti

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Vincere un concorso pubblico è il sogno di molti, che investono tempo, energia e denaro per inseguire il miraggio di un posto sicuro. Molto spesso quest’ultimo resta un miraggio, anche se un concorso lo si è regolarmente vinto.

Perché accade questo? Per spiegarlo dobbiamo fare un po’ di chiarezza sulle norme che regolano l’assunzione di nuovo personale nelle pubbliche amministrazioni.

In base alla legge Brunetta le pubbliche amministrazioni possono reclutare nuovo personale secondo dei limiti fissati per legge. Ogni anno, le amministrazioni possono sostituire una parte del personale non più in carica.  Però, secondo la legge 102 del 2009, voluta da Tremonti, ci possono essere assunzioni solo se si ottiene il “conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa derivanti dall’adozione di piani di razionalizzazione degli Enti vigilati dalle pubbliche amministrazioni”. Il blocco del turn over viene ventilato periodicamente, per tutte le amministrazioni o per una parte di esse, adducendo la motivazione della crisi economica (che ormai è usata come giustificazione per tutto).

Può capitare che dopo aver espletato un concorso, l’amministrazione dica di non avere la possibilità di procedere alle nuove assunzioni.
Intanto i concorsi continuano, gli enti locali continuano a riscuotere le tasse di concorso, i testi di preparazione continuano a essere venduti…