Gli incentivi per il fotovoltaico dopo il decreto Romani

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fotovoltaicoIl decreto sulle rinnovabili approvato lo scorso 3 marzo, ha suscitato molte polemiche per via dell’introduzione di modifiche alle tariffe incentivanti del Conto Energia per il fotovoltaico.

Ma per l’applicazione effettiva delle nuove norme si attendono i decreti attuativi che si prevede di approvare il prossimo 10 aprile.  Tutti attendono con il fiato sospeso di conoscere  il  quarto Conto Energia che stabilisce  le tariffe incentivanti a favore di soggetti privati, pubblici e imprese che hanno installato impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica.

Già nell’ultimo Conto Energia, il terzo,  si stava realizzando una riduzione progressiva delle tariffe incentivanti, ma per ora ci si muove solo sul fronte delle indiscrezioni che appaiono su siti specializzati in tematiche ambientali.

Il Conto Energia è un sistema di incentivi che viene erogato dal GSE ai titolari di impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica. In pratica lo Stato paga per 20 anni il proprietario dell’impianto per l’energia prodotta usando una tariffa proporzionale alla classe di potenza dell’impianto. L’incentivo si calcola per importi di centesimi di euro al kWh.

Questo sistema permette negli anni di ripagare il costo dell’impianto e di azzerare il costo della bolletta elettrica. Per accedere ai benefici di ogni nuovo Conto Energia l’impianto deve entrare in esercizio entro i termini stabiliti dal decreto di attuazione degli incentivi.

Il decreto Romani, pubblicato il 28 marzo sulla Gazzetta Ufficiale, ha, però, rimesso tutto in gioco.

Da indiscrezioni riportate sul blog la Voce dell’Emergenza si ventila la possibilità che la prima stesura della bozza del decreto attuativo prenda in considerazione le proposte avanzate da Confindustria, ovvero una riduzione graduale degli incentivi, del 2% nel primo quadrimestre di quest’anno, dell’8% nel secondo per scendere del 10% nel 2012 e  del 20% nel 2013. Ma si tratta di indiscrezioni non confermate. Per sapere la verità bisognerà aspettare la stesura definitiva del decreto.