Emigrare all’Estero: gli italiani cominciano a “scappare”

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E’ un fuggi fuggi verso mete lontane, qui in Italia. Come cento anni fa, le prospettive nazionali sono  così ristrette e infelici da provocare un abbandono di massa della patria. L’emigrazione, storicamente, è uno dei nostri sport preferiti. Ma quali sono le mete più ambite e che caratteristiche hanno gli emigrati del terzo millennio?

Gli italiani emigrano verso le “solite” mete. Il paese preferito è la Germania, per la sua vicinanza fisica all’Italia, per l’economia in crescita e le prospettive che offre agli emigrati e agli italiani in particolare. Seguono Svizzera e Regno Unito, mentre fuori dall’Europa Stati Uniti e Brasile. Altri paesi in cui si consiglia di emigrare sono Australia e Canada, che oltretutto ultimamente hanno emanato leggi a favore dell’integrazione degli stranieri (qualificati) nel sistema  produttivo.

Emigrano soprattutto i settentrionali, gli italiani provenienti da regioni quali Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. I meridionali, invece, preferiscono spostarsi soprattutto nel Nord Italia. Secondo i dati ISTAT nel 2011 hanno lasciato l’Italia ben 50.000 italiani, a fronte dei 31.000 che sono tornati dopo un periodo di lavoro trascorso all’estero.

I più nomadi sono gli abitanti della Lombardia, con 9.717 emigrati, seguiti dal Lazio con 4.843 emigrati. I più stanziali in assoluto sono gli abitanti della Val D’Aosta. Il 26% degli emigranti è diplomato, il 25,9% è laureato, mentre la restante parte ha un titolo di studio inferiore. Emigrano soprattutto giovani: il 57% di chi lascia l’Italia ha meno di 34 anni.

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