Crisi economica Eurozona: è ancora allarme, ma quando finirà?

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Il Fondo Monetario Internazionale, nelle dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore, si è espresso in maniera molto critica sulle iniziative intraprese dalla BCE per far fronte alla crisi dei Paesi dell’Eurozona. In pratica, il FMI sostiene che non si sia fatto abbastanza per fermare la crisi.

Queste parole suonano alle orecchie dei cittadini come un allarme, ma sono anche il sintomo di un malessere economico da cui difficilmente si potrà uscire. La crisi non è un evento naturale imprevedibile, ma un atto creato, pensato e prodotto ad arte dalle squallide manovre di chi governa i destini economici e finanziari dei vari Stati.

La crisi dell’Euro è nata per una cattiva pianificazione dell’unione monetaria, basata solo su un fatto economico e non sull’unione politica. Si è preteso di abbassare il debito degli Stati membri non considerando le loro diverse modalità di spesa. Risultato: il debito di questi Paesi è cresciuto, i cittadini si sono impoveriti, le aziende chiudono, la disoccupazione cresce e le banche a corto di liquidità vengono rifinanziate dalla BCE.

Il meccanismo della crisi è proprio questo: tenere a bada il debito dell’Eurozona, finanziando le banche che compreranno i titoli di Stato dei paesi indebitati. Ma questo meccanismo non farà altro che far indebitare ancora di più i Paesi a rischio default, i quali saranno costretti a pagare interessi ( quasi sempre elevati) su questi stessi titoli.

Far stampare euro agli Stati membri o rifinanziare direttamente i governi potrebbero essere delle valide strategie per uscire dalla crisi, ma non si attuano. Perché? La risposta è facilmente immaginabile: se un’economia si riprende, si hanno meno possibilità di domarla o dominarla.

La crisi dell’Eurozona è una crisi di potere, una smodata voglia di potere che crea la famigerata speculazione in grado di far alzare gli spread.

Per questo, le alte sfere della finanza stanno a guardare: il potere è una “torta” che solo in pochi si vogliono spartire. Attenzione però, perché un potere costruito sulla distruzione dei destini altrui potrebbe  far “gonfiare le sfere” dei cittadini e come la storia ci insegna: un potere che lucra sulla vita altrui non riesce quasi mai a durare per sempre.