Cos’è lo spread

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Lo spread: una parola piccolissima che negli ultimi mesi è diventata un vero e proprio tormentone. Ormai ne parlano tutti: dai Tg,  ai giornali, al web. Soprattutto nelle settimane cruciali della crisi finanziaria, la parola spread ha fatto tremare tutti gli operatori della politica e della finanza e un po’ anche molti italiani che però chiedono ulteriori spiegazioni su questo termine.

Perché la parola “spread” è diventata così famosa e temuta? Perché con la speculazione sui titoli di Stato nazionali, lo spread ha raggiunto livelli insopportabili Così, infatti, titolano le news finanziarie, anche se non spiegano mai cosa voglia dire spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi. Vediamo, dunque, di fare chiarezza.

Lo spread significa “differenza” o differenziale e rappresenta il costo che un debitore paga per acquistare un prestito. Anche chi chiede un mutuo per la casa paga lo spread che viene espresso in una percentuale aggiuntiva sul tasso di interesse. Se il tasso applicato dalla banca è del 5%, lo spread sarà, ad esempio,  dell’1% e rappresenterà il costo che il debitore deve pagare all’istituto di credito per ottenere la somma di denaro richiesta.

Lo stesso principio vale per la finanza. Lo spread sui titoli di Stato italiani è il costo aggiuntivo al tasso di interesse che lo Stato paga per avere in prestito del danaro. Quando si dice che lo spread tra i titoli di casa nostra e i bund tedeschi è di 600 punti, significa che lo Stato italiano paga 600 volte di più per comprare denaro in prestito da altri.

Questo “600 volte in più” sarà aggiunto al tasso di interesse applicato al prestito ottenuto ed è così che i titoli nazionali sono riusciti a superare anche il 7% di tasso di interesse applicato.

Nel finanza pubblica si usa anche il termine “credit spread”, cioè la differenza tra i tassi di interesse sui titoli emessi da due Stati. Se il tasso sui titoli di Stato italiani è del 6% e su quelli tedeschi è del 3%, la differenza tra i due tassi sarà del 3%, vale a dire uno spread di 300 punti ( perchè i punti percentuale si eprimono in multipli di 100).

Lo spread, come l’interesse, si alza all’aumentare del grado di rischio del debitore: più quest’ultimo è a rischio di insolvenza e più paga. Dunque, quando sentirete parlare di spread altissimo per i  titoli italiani, capirete che il rischio di insolvenza  per il nostro Paese sarà altrettanto elevato.