Come diventare giudice o magistrato: differenza, percorso di studi e retribuzione

Tutto quello che c'è da sapere per intraprendere la carriera in magistratura

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Come diventare giudice o magistrato, fonte Pixabay
Martello giudice, fonte Pixabay

Sogni di intraprendere la carriera in magistratura e vuoi sapere come diventare giudice o magistrato? In questo articolo spiegheremo in maniera sintetica la differenza tra le figure, il percorso di studi da intraprendere e la possibile retribuzione.

GIUDICE E MAGISTRATO: DIFFERENZA – Quando si parla di magistrato in senso generico si può intendere sia un giudice che un pubblico ministero, figure che vengono spesso confuse, ma in realtà il ruolo e i compiti da svolgere sono completamente differenti. Partiamo col dire che la magistratura italiana si divide in due branche: magistratura giudicante e requirente. I giudici appartengono alla prima categoria ed emettono sentenze; i pubblici ministeri alla seconda e si occupano dell’azione penale, portano avanti le indagini ma non hanno potere di emettere giudizio. La scelta di aderire all’una o all’altra branca avviene dopo il superamento del concorso in magistratura, comune ad entrambe le figure.

COME DIVENTARE GIUDICE O MAGISTRATO: IL PERCORSO DI STUDI – Per accedere alla magistratura ordinaria il percorso da intraprendere è lungo e tortuoso. In primo luogo è necessaria una laurea in Giurisprudenza, che per chi è in corso con gli esami si ottiene dopo circa 5 anni. Riguardo il concorso in magistratura sono varie le strade per accedervi:

  • scuola di specializzazione per le Professioni Legali (durata circa 2 anni);
  • dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • abilitazione da avvocato, che si ottiene dopo lo svolgimento di un periodo di pratica e il superamento dell’esame di abilitazione;
  • docenza universitaria in materie giuridiche.

RETRIBUZIONE – Lo stipendio dei magistrati varia in base al trascorrere degli anni. Un magistrato ordinario può partire con uno stipendio di circa 2.200 euro, vederlo più che raddoppiare dopo 20 anni di servizio ed aumentare ancora dopo 35 anni, con una retribuzione di circa 7.500 euro al mese. Per quanto riguarda i giudici amministrativi si va dai 5.000 euro al conferimento dell’incarico ai 15.000 a fine carriera. Un giudice della Corte d’appello percepirà in media, invece, circa 7.000 euro mensili. Più alta la retribuzione di un giudice della Corte di Cassazione, ruolo che è possibile ricoprire solo dopo 19 anni di carriera, in tal caso lo stipendio varia dagli 8 ai 15.000 euro al mese.