Colloqui di lavoro: tre cose da non dimenticare

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Chi cerca lavoro è così tanto concentrato nella creazione di contatti e nella messa in piedi di un curriculum a cinque stelle, che non sempre elabora con precisione la fase B del proprio progetto, quella per intenderci che consentirà di concretizzare gli sforzi sostenuti: il colloquio.

In merito a questo momento si sono già dati ottimi consigli da seguire, ma si sa bene, quelli buoni per davvero non sono mai troppi, quindi oggi voglio parlarvi di quelli proposti da Careerealism.com.

Sono tre, sono elementari ma non sempre vengono presi in considerazione come dovrebbero.

Il linguaggio del corpo è importante

Non lo credi anche tu? D’altronde un sorriso, un gesticolare frenetico, un tamburellare ripetitivamente sul tavolo possono dire molto su dite e non è difficile credere che un buon selezionatore il linguaggio del corpo lo sappia leggere e per giunta bene.

Sorridere, mostrare fiducia in se stessi, non dare segni eccessivi di tensione, ma soprattutto ascoltare e rispondere in maniera adeguata alle domande che ti verranno poste è il modo più vecchio per passare una selezione. Spesso purtroppo queste attenzioni vengono dimenticate e il colloquio non va come si vorrebbe.

Essere interattivi

Non che il selezionatore debba essere inondato di domande, ma di norma è ben gradita la partecipazione, durante la conversazione, da parte del potenziale nuovo collaboratore. Per intervenire in maniera intelligente nella conversazione, è bene che prima del colloquio ci si informi bene sull’azienda, e sulla filosofia di mercato seguita.

Essere propositivi e pronti alla nuova avventura

I giovani entusiasti e pronti alle nuove sfide sono sempre bene accetti. Mostrarsi propositivi, e con tanta voglia di iniziare con un nuovo lavoro potrebbe fare davvero la differenza.

E tu che ne pensi? Credi che ci siano altri elementi importanti da tenere sotto controllo durante un colloquio di lavoro?