Caporalato, la Cgil si batte per l’ introduzione del reato

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caporalatoSusanna Camusso, segretario generale della Cgil, torna a parlare del Caporalato e soprattutto del fatto che dovrebbe essere considerato un vero e proprio reato.

La Camusso, in occasione dell’ assemblea nazionale dei quadri Flai e Fillea, ha spiegato: “Bisogna riconoscere la natura di reato, la tratta delle persone qualsiasi sia la sua forma e’ un reato’. Insieme le categorie dell’edilizia e dell’agroindustria della Cgil hanno promosso una campagna nazionale dal titolo “StopCaporalato” e lanciano un aproposta di legge che preveda l’ introduzione del reato di caporalato, punito in caso di flagranza con una sanzione amministrativa ogni lavoratore ingaggiato. 

I due sindacati spiegano:  “Si stima che l’apporto del lavoro sommerso al Pil italiano sia oltre il 17%, contro una media dei paesi avanzati dell’Europa a 15 del 4%. L’agricoltura e l’edilizia, insieme al settore dei servizi sono i piu’ colpiti dalla presenza di lavoro nero e grigio, di evasione ed elusione fiscale e contributiva e, non a caso, di una maggiore incidenza di infortuni gravi e mortali” e infine concludono che non servono a nulla le “iniziative come il Piano straordinario di vigilanza per l’agricoltura e l’edilizia nelle regioni Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, avviato nella scorso estate dal Governo. Quel piano prevedeva una sinergica attivita’ ispettiva ad opera delle forze dell’ordine, dell’Inps e dell’Inail ed aveva l’obiettivo di controllare un massimo di 10.000 aziende in territori dove solo di aziende agricole ce ne sono 600mila! I risultati di quel Piano sono giunti in questi giorni: in agricoltura irregolarita’ nel 44% delle aziende ed il 49% dei lavoratori in nero; in edilizia irregolarita’ in oltre il 62% delle imprese ed il 53% di lavoratori in nero”.