Canoni di locazione: abbassarli registrando i contratti in nero

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In Italia esiste un numero spropositato di locazioni in nero che riguardano intere fasce di popolazione: dagli studenti, alle famiglie, ai padri separati. I canoni di affitto richiesti dai proprietari sono il più delle volte esagerati e al di fuori delle più ragionevoli regole di mercato.

E sempre più spesso accade che i conduttori debbano pagare affitti di 900, 1000 euro al mese per immobili i cui contratti non verranno mai registrati.

Eppure il legislatore italiano ha recentemente varato una norma che consente allo stesso conduttore di registrare in proprio il contratto di locazione,  ottenendo così un rinnovo automatico del contratto di quattro anni + quattro e pagando solo un terzo della rendita catastale dell’immobile.

Questa norma è contenuta nel D.Lgs 23/2011 e fa riferimento alla Legge Finanziaria 2005 e a una circolare dell’Agenzia dell’Entrate: la n 26/E del primo giugno 2011. Con le suddette norme, l’inquilino che si trova ad aver affittato in nero un immobile può recarsi all’Agenzia delle Entrate, pagando di tasca propria le sanzioni previste per la mancata registrazione del contratto,  e ottenere un rinnovo automatico dello stesso con la formula 4+4.

Il canone di locazione mensile, che decorrerà dal momento della registrazione, sarà calcolato in base al triplo della rendita catastale. Se, ad esempio, la rendita annuale dell’immobile è di 700 euro, questo valore si divide per 12 mesi e il risultato lo si moltiplica per tre.

Il valore del canone di affitto, ottenuto con questo calcolo stabilito per legge,  sarà di molto inferiore a quello solitamente  richiesto dai proprietari. La regola si applica dal 7 giugno  2011.

 

Fonte immagine: Marbaro.it