Bollette Enel “salate” per illegittima fascia tariffaria, come ottenere il rimborso

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bolletta Enel

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Controllate attentamente la vostra bolletta Enel, se vedete che rispetto ai mesi precedenti il costo risulta più alto rispetto anche a consumi normali, potrebbe essere un errore nel calcolo e nell’applicazione della fascia tariffaria.

Spesso sulle bollette viene applicata la tariffa per utenze domestiche non residenti, che ovviamente ha dei costi diversi e generalmente più alti rispetto alla tariffa che andrebbe applicata ai residenti.
Questo avviene perchè in caso di nuovo allacciamento dell’utente, questo ha 5 mesi di tempo per inviare l’autocertificazione della residenza nell’immobile in cui viene erogata la fornitura di energia elettrica, se allo scadere dei cinque mesi il proprietario dell’impianto non ha ancora provveduto all’invio, l’Enel invia un avviso e attende ancora 30 giorni allo scadere dei quali viene applicata la tariffa più alta, che è quella per i non residenti.
Per verificare questa tariffazione basta controllare la bolletta nel riquadro dei “Dati fornitura”, se la voce è “Uso domestico non residente con Tariffa D3 bioraria”, la fascia di tariffazione è errata ed è quindi possibile rettificare la condizione e chiedere un rimborso.

 Per prima cosa bisognerà inviare una comunicazione all’Enel dove viene richiesta la tariffazione della fascia residenziale corretta, la D2 per erogazione di corrente elettrica fino a 3KW, allegando anche i documenti o l’autocertificazione attestanti l’effettiva residenza nell’immobile.

Dopo di ché è possibile richiedere un rimborso retroattivo di quello che è stato indebitamente pagato in più, sino a 10 anni indietro.

L’Enel provvederà così a calcolare quanto è stato pagato in più e ad erogare l’accredito, molto probabilmente scalandolo dalle bollette future, controllando le bollette che arriveranno ed accertandosi che la tariffazione sia corretta.

Se i rimborsi non saranno effettuati bisognerà inviare un reclamo scritto al fornitore.