Articolisti web: lavoro a rischio?

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La notizia è balzata agli onori delle cronache del web nelle scorse settimane, facendo tremare, più che l’editoria omonima, tutti coloro che contribuiscono a crearla, ovvero gli articolisti.

La news arriva dall’America, dove lo scorso ottobre è stato annunciato il lancio di un software di scrittura in grado di produrre articoli, notizie e reportage in chiave unica e originale, addirittura con un punto di vista quasi a livello umano.

La notizia è scioccante, perché rischia davvero di togliere il pane di bocca a milioni di persone che ormai con la scrittura web ci campano e ci lavorano dignitosamente. I software di scrittura esistono già da molto tempo nel mondo anglosassone, ma il loro livello è simile alla classica traduzione automatica, ovvero stile freddo, talvolta con qualche errore o refuso e senza controllo.

Non dubitiamo che la tecnologia abbia fatto passi da gigante negli ultimi mesi e che ne farà ancora anche nei prossimi, ma dubitiamo fortemente che le macchine riescano a sostituire completamente il lavoro umano.

Certo, agli sviluppatori del software fa comodo declamare le qualità miracolose dei loro prodotti, perché il marketing è necessario per vendere. Il costo degli articoli creati dal software è di 10 dollari, ma, come detto dal blog Ecomondo che ha divulgato la notizia, in Italia, visti i bassi compensi ad articolo e la stragrande maggioranza degli articolisti disposti a scrivere anche per molto meno,  il programma “scrittore” non avrà grande fortuna.

In America, invece, gli editori continuano ancora a offrire lavoro ad articolisti umani proponendo compensi molto più alti di quelli richiesti dai produttori del software. Il quadro depone a favore del lavoro umano, dunque, e per il momento crediamo non sia proprio il caso di preoccuparsi.