Arteterapia: una professione

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Chi la opera potrebbe essere definito un creativo psicologo perché in effetti le sue competenze si muovono in entrambi i settori; parliamo dell’arteterapia usata da sempre ma riconosciuta e sistematizzata solamente nell’ultimo secolo. Oggi attraverso l’arteterapia si riesce ad aiutare tossicodipendenti durante la disintossicazione dalle droghe, è possibile prestare assistenza all’infanzia e curare la depressione. Come? La guarigione è stimolata grazie all’uso della creatività in tutte le sue forme: potrà rivelarsi utile la pittura, la musica, la danza e perché no, anche il teatro.

L’arte dopotutto è stata da sempre uno strumento per padroneggiare ed esprimere le proprie emozioni, dunque l’unica sorpresa è che così tardi se ne sia fatto uno strumento di cura. Aiuta, se ben utilizzata a superare un trauma, a curare nevrosi o aiuta addirittura ad allontanare dalla droga e dalle dipendenze in genere.

Il direttore scientifico del master erogato dalla Sipea, la Società italiana di psicologia, educazione e artiterapie, conferma che l’arte ben utilizzata possa diventare una terapia:”L’arteterapia è una disciplina che decodifica l’arte e la utilizza nella terapia.” Niente paura, non si tratta di qualcosa di troppo complesso, semplicemente la creatività e i mezzi di espressione tipici di un soggetto verranno utilizzati per aiutarlo durante il percorso di cura psicologica.

L’Italia sarebbe stata un’ottima culla per la nascita di questa sorprendente disciplina, ma ahimè gli inglesi si sono dimostrati ben più sagaci e già negli anni venti del novecento la praticavano. In Italia arriva con la legge Basaglia (n° 180 del 13 maggio 1978 Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori) e ad oggi torna utile in numerosi settori scolastici e sanitari. Basti pensare che in alcuni casi viene usata anche per la risoluzione di conflitti interni all’azienda, per incentivare la comunicazione e la collaborazione fra colleghi!

Detto questo non ci resta che scoprire chi sia il professionista di questa disciplina. Si tratta dell’arteterapeuta e la sua formazione può essere di tipo psicologico, pedagogico o artistico. Spesso si tratta di professionisti che già hanno operato in questo ambito e che attraverso un percorso formativo intendono specializzarsi e migliorarsi.

Scoperta la nuova professione infatti si scoprono anche i master che formeranno questi nuovi professionisti già psicologi, neuropsichiatri infantili e pedagogisti che per il miglioramento e la definitiva guarigione dei propri pazienti tentano strade “creative”.

Fra quelli consigliati che partiranno entro l’anno quello in Espressioni creative e arti terapie. La candidatura dovrà pervenire entro il 15 dicembre e il corso potrà essere frequentato da massimo 30 persone. Trovate tutte le informazioni utili qui www.sipea.eu.

Altro master interessante è quello in Musicarterapia nella globalità dei linguaggi. Parliamo di un percorso lungo due anni che coinvolge la sfera teatrale, coreutica, vocale, musicale, grafico cromaticao, plasticomaterica, verbale, poetica, narrativa e multimediale. Per iscrivervi dovrete inviate domanda entro il 5 novembre. Tutte le informazioni utili qui http://web.uniroma2.it owww.centrogdl.org.

Ed infine i corsi dell’associazione Art Therapy di Bologna e di musico terapia di Assisi. Ecco i link:

www.arttherapyit.org

www.musicoterapiassisi.it