
Per risolvere questa drammatica situazione servono incentivi alle famiglie ed alle imprese. Se ne è discusso anche a Napoli, durante la Convention di due giorni dell’Associazione Contribuenti Italiani.
Tra questi aiuti si potrebbe pensare di rifinanziare e prorogare il “Credito d’imposta per le nuove assunzioni”, previsto dalla Finanziaria 2008, che riconosceva per gli anni 2008, 2009 e 2010, un’ agevolazione pari a euro 333 per ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese, e di euro 416 per ciascuna lavoratrice e per ciascun mese, in caso di lavoratrici rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato di cui al regolamento (CE) n. 2204/2002 della Commissione, del 5 dicembre 2002.
Rientrano in tale definizione i seguenti soggetti: giovane che abbia meno di 25 anni e che abbia completato il percorso di formazione senza mai aver avuto un lavoro; qualsiasi lavoratore migrante che si sposti all’interno della Comunità europea per trovare un lavoro; qualsiasi persona appartenente ad una minoranza etnica che si sposti all’interno degli Stati membri per migliorare le sue conoscenze linguistiche; qualsiasi persona che desideri intraprendere un’attività lavorativa e che non abbia lavorato e seguito esperienze di formazione per almeno due anni o che abbia lasciato il lavoro per conciliare gli impegni familiari;
qualsiasi persona adulta che viva sola con figli a carico; qualsiasi persona con più di 50 anni priva di un posto di lavoro o in procinto di perderlo; qualsiasi disoccupato di lungo periodo; qualsiasi persona affetta da dipendenza e riconosciuta dalla legge nazionale;
qualsiasi persona che non abbia ottenuto un lavoro dopo aver scontato una pena detentiva o altra sanzione penale ed infine, qualsiasi donna residente in un’area in cui la disoccupazione superi il 100% della media comunitaria da almeno due anni, e dove la disoccupazione femminile abbia superato il 150% del tasso di disoccupazione maschile per almeno due dei tre anni precedenti.
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