Lavorare da casa confezionando

Non è esattamente l’ultimo grido in fatto di lavori originali ed insoliti, eppure con la diffusione di internet e con la facilità di condivisione e il confezionamento da casa è un [...]

lavorare casa confezionando

Non è esattamente l’ultimo grido in fatto di lavori originali ed insoliti, eppure con la diffusione di internet e con la facilità di condivisione e il confezionamento da casa è un lavoro che sta conoscendo una seconda giovinezza.

Si può confezionare davvero di tutto: dagli abiti agli accessori, dai documenti ai regali altrui, dagli articoli di bigiotteria ai prodotti per la cura del corpo. Insomma qualsiasi cosa serva essere confezionata per la spedizione e vendita.

Se inizialmente si trattava di un impiego svolto a tempo perso dalle mamme casalinghe, dai pensionati o da chi per un motivo o per un altro non poteva proprio spostarsi di casa, oggi sono sempre di più i giovani e giovanissimi che non trovando niente di meglio si dedicano a questo genere di lavoro che non implica alcun costo, ma soli guadagni.

Quel che serve è uno spazio nel quale svolgere il proprio lavoro, la disponibilità di un computer e la capacità di utilizzarlo, ma soprattutto la voglia di dedicarsi ad un lavoro manuale il cui difetto principale  è la ripetitività.

Seppure la retribuzione per questo genere di lavoro non è delle più alte, visto il basso grado di professionalità necessario per svolgerle, si dimostra un ottimo modo per guadagnare qualche euro aggiuntivo e arrotondare il mese.


Al lavoratore non è chiesto alcun spostamento; la merce è di norma trasferita fisicamente dalla stessa azienda che tramite corrieri inviano il prodotto al domicilio del collaboratore e a lavoro eseguito lo ritirano.

Unica attenzione che è bene non tralasciare in fase di accordi è quella relativa alla disponibilità di eventuali piccoli macchinari utili per il confezionamento (di abiti magari). Questi potrebbero essere forniti direttamente dall’azienda o l’azienda potrebbe richiederne al collaboratore l’acquisto. In quest’ultimo caso è bene che ci si faccia prima due conti in tasca, testando la convenienza dell’investimento.

Al confezionamento domiciliare normalmente ci si avvicina lentamente, spesso dopo aver praticato la professione in laboratori artigiani. Ecco perché molti operai a domicilio sono iscritti all’albo delle imprese artigiane e a tutti gli effetti sono da considerarsi lavoratori autonomi. Nulla vieta comunque di avvicinarsi a questa professione senza alcuna esperienza di confezionamento alle spalle. In quel caso il consiglio è quello di contattare un laboratorio al quale appoggiarsi, seguendo magari qualche corso professionale gratuito, finanziato dalle provincie e dalle regioni, che regalerà un briciolo di professionalità che non guasta mai.

Una volta acquisite le nozioni e le abilità necessarie, si potrà partire alla ricerca di lavoro, consultando quotidianamente le offerte lavorative attraverso internet. Si potrebbe addirittura  destare un certo interesse nei confronti del proprio profilo aprendo un piccolo spazio web, distribuendo il proprio biglietto da visita o una brochure informativa sulle mansioni svolte a domicilio per le aziende, inaugurando, senza nemmeno accorgersene, una piccola impresa privata.

Scritto da Claudia Zedda

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