Lavoro nero e sicurezza

Quante volte abbiamo sentito dire al telegiornale che un lavoratore è morto durante il suo primo giorno di lavoro? In realtà molto spesso si tratta di un lavoratore a nero, che [...]

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Quante volte abbiamo sentito dire al telegiornale che un lavoratore è morto durante il suo primo giorno di lavoro? In realtà molto spesso si tratta di un lavoratore a nero, che non era registrato. Il datore di lavoro, dicendo che era il  primo giorno dell’operaio, si tutela da ogni rischio connesso allo sfruttamento del lavoro nero poiché l’ art. 39 del D.L.  112 del 25 giugno 2008, convertito in legge il 6 agosto 2008, ha istituito il libro unico del lavoro dove sono iscritti i dati dei lavoratori. Questi dati possono essere compilati entro il giorno 16 del mese successivo all’assunzione di un nuovo lavoratore.
Si intuisce facilmente come in questo modo si possa  aggirare la legge.


I lavoratori in nero non hanno diritti e possono  facilmente essere sottomessi a ricatti.  Inoltre spesso si è assistito a casi in cui il lavoratore non in regola vittima di un incidente non è stato soccorso in tempo, proprio per la paura dei suoi colleghi o del suo datore di lavoro di finire nei guai con la legge.

Secondo le stime dell’Istat i lavoratori sommersi sono circa 3 milioni e creano un valore aggiunto per l’economia compreso tra i 255 e i 275 miliardi di euro.

Scritto da Carmen Sacchetti

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