La Teoria di Dow

La Teoria di Dow prende il nome dal suo creatore Charles Dow (1851-1902), lo stesso da cui proviene in famoso indice americano Dow Jones (Edward Jones era infatti suo socio). Non [...]

Charles Henry Dow

Charles Henry Dow

La Teoria di Dow prende il nome dal suo creatore Charles Dow (1851-1902), lo stesso da cui proviene in famoso indice americano Dow Jones (Edward Jones era infatti suo socio). Non fu Dow direttamente a pubblicare i suoi lavori, bensi fu un certo Robert Rhea, che nel 1932 pubblicò un testo (Dow Theory) nel quale raccoglieva il pensiero di Dow.

La Teoria di Dow è utile per identificare le principali tendenze del mercato e i loro cambiamenti, tuttavia ciò di cui non si riceve indicazione è sia la durata temporale che l’ampiezza delle escursioni dei prezzi.

Dalla terminologia utilizzata per affrontare i prossimi punti si può evincere facilmente come questa teoria sia nata per analizzare l’andamento del mercato azionario, tuttavia quasi la totalità di ciò che comunica è riscontrabile anche in quel mercato di cui ci stiamo occupando: il Forex.

Occupiamoci ora di analizzare quelli che sono i principi fondamentali.

  • Le medie scontano tutto.

Con il termine medie Dow intende quelli che sono definiti normalmente indici. Tutte le conoscenze passate e tutte le aspettative future sono attualizzate e scontate nel prezzo attuale dei titoli quindi degli indici. (Su questo concetto si è accennato nell’introduzione all’analisi tecnica)

  • Il mercato ha 3 trend.

Nel mercato vi sono contemporaneamente più tendenze in atto. La primaria, dalla durata che parte da meno un anno per arrivare a diversi anni, caratterizza l’andamento di fondo del mercato che può essere rialzista o ribassista. Vi è una tendenza secondaria, che dura dalle 3 settimane a diversi mesi, e rappresenta le fasi di declino in un mercato primario rialzista o viceversa le fasi di rialzo in un mercato ribassista. Infine vi sono i movimenti minori dalla durata variabile dall’ora alle settimane e solitamente sono quelli meno rilevanti e più influenzabili. Dow aveva calcolato che solitamente le correzioni da parte dei movimenti secondari e minori ritracciavano 1/3 o i 2/3 del movimento precedente.
Tornando al trend primario possiamo analizzarlo più da vicino arrivando a riconoscerne diverse fasi. In un rialzo avremo una fase di accumulazione in cui le mani forti iniziano ad acquistare mentre il mercato crede di essere ancora al ribasso e rimane fuori, seguita da una fase chiamata partecipazione pubblica dove i prezzi iniziano a salire e vi è convinzione che sia iniziato il rialzo, infine arriva la fase di euforia o distributiva dove si assistono ad impennate ingiustificate dei prezzi e dove le mani forti iniziano ad alleggerire i propri portafogli. Al ribasso invece si parte dalla fase distributiva dove le mani forti iniziano a vendere e a preparare gli short, per poi passare alla fase di panico dove il mercato inizia a girarsi e andare al ribasso per fiire nella fase di frustrazione in cui tutti vendono ciò che avevano acquistato sui massimi ignari che il fondo è stato toccato.


  • Le linee.

Sono movimenti di prezzo della durata di un paio di settimane durante la quale gli indici non si scostano più del 5% dalla loro media. Queste fasi indicano accumulazione o distribuzione.

  • Il volume deve confermare il trend.

Fondamentale risulta seguire la relazione tra prezzo e volume. I volumi devono espandersi in direzione del trend primario e contrarsi nelle correzioni. Volumi che si contraggono in un trend primario potrebbero indicare un avvicinamento di inversione.

  • Il prezzo determina la tendenza.

Le indicazioni di rialzo sono date da massimi sempre maggiori dei massimi precedenti e da minimi maggiori dei minimi precedenti. Per il ribasso invece si hanno una successione di massimi e minimi decrescenti. Una volta che una tendenza è in atto la si presuppone sempre valida fino a chiari segni di inversione.

  • Gli indici devono confermarsi a vicenda.

Dow utilizzando nella sua teoria due indici, l’industrial e il transportation, affermava che questo dovessero essere sempre in accordo per poter avere la direzione precisa del mercato. Infatti in un mercato che cresce sia le industrie che i trasporti dovrebbero veder aumentare i propri guadagni.

Come gia detto questa teoria fu applicata all’analisi degli indici azionari, tuttavia molti dei suoi principi possono essere ripresi e tenuti validi anche per l’analisi del mercato Forex. La Teoria di Dow pone le basi dell’analisi tecnica ed è quindi un must da conoscere.

Martino Bonanomi
AnalisiForex.com

Scritto da Martino Bonanomi

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