Lunedì mattina: si può guarire dalla sindrome

Ad analizzare le giornate lavorative in cui i dipendenti e precari si assentano maggiormente la sorpresa mi ha colta leggermente impreparata. Davo per scontato che fosse il fine settimana il periodo [...]

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Ad analizzare le giornate lavorative in cui i dipendenti e precari si assentano maggiormente la sorpresa mi ha colta leggermente impreparata. Davo per scontato che fosse il fine settimana il periodo nel quale ci si assentasse di più, tra mare, gite, faccende domestiche e malattie varie. Invece no. L’assenteismo più diffuso soprattutto per presunte questioni di salute si verifica il lunedì mattina e gli studiosi hanno immediatamente confezionato una sindrome ad hoc: quella del lunedì.

In effetti non vanno troppo lontani dalla realtà. Riprendere con un lavoro spesso tedioso, sopravvivere al capo ufficio insopportabile, o al collega fastidioso è più difficile dopo un fine settimana piuttosto che non negli altri giorni. Ma come risolvere la questione che limita non solo la produttività del dipendente ma causa stress e insoddisfazioni?


La soluzione secondo uno studio pubblicato sul Journal of Gerontological Nursing è semplice.  Mantenere viva la passione per il nostro lavoro,  e tenere sempre ben a mente, magari con l’utilizzo dei post it, quelli che sono gli aspetti più gradevoli del proprio lavoro. Insomma un po’ come accade in un matrimonio datato, o in un’amicizia che scricchiola.

Ma tutto questo non basta. Per migliorare il risultato il lavoratore dovrà stare in contatto con i colleghi che gli sono più affini, evitando quelli insopportabili e molesti. Come realizzare questa alchimia perfetta? In teoria ci dovrebbe pensare l’ufficio personale e risorse umane, soprattutto se si tiene conto che la ricerca a cui faccio riferimento è stata particolarmente chiara.

Il team di studiosi, dopo aver intervistato i dipendenti di una azienda X hanno effettuato spostamenti di posizioni di lavoro in base alle affinità fra colleghi. Ciascuno si è trovato accanto persone più simili. Il risultato?

Stupefacente! Il 60% di assenteismo in meno, il 10% di produttività in più, senza contare lo spirito più motivato dei dipendenti, un miglioramento dell’umore e addirittura della salute.

Semplice no? Sorprende che per attestare l’ovvio sia necessario uno studio d’oltremare.

Scritto da Claudia Zedda

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